Il sentiero dei glicini

(ricordando il mio paese)
 

Solitari sentieri,
solitari pensieri.
E camminando vedo
grappoli di profumo
violett'azzurro lieve
Ancora, come allora,
vicini e vivi sento,
aromaticamente
rinati, gli assopiti
ricordi che smarriti
credevo, come molti
altri: quelli non colti
mai pi¨ ma un dý vissuti
e quotidianamente
assaporati tutti
tra petrose colline.

Orti, campi, stradine
e vie ai lati erbose
d'un giallognolo stanco,
in mezzo polverose
d'un lividore bianco,
precarie ed insidiose
nel grigio acciottolato
sconnesso, levigato:
ferrigni tintinnýi
di zoccoli d'equini
all'alba giÓ in concerto
insieme a scampanýi
al giorno riscoperto
per il grazie di rito.

Era pure l'invito
riprendendo il lavoro
ad esibirsi in coro
ed a raccolta uniti
s'udivano frequenti,
con i ragli e i nitriti
(chissÓ se irriverenti),
incudini sonanti,
vocýo di passanti
e svaniti rumori
o familiari odori:
avverto in lontananza
l'uggiolýo d'un cane,
la fragranza del pane ...

Rivedo scolorito
dal tempo uno spartito:
vaghe struggenti note,
sonoritÓ remote
ed aleggianti miti
riappaiono spariti.
Vivi o cristallizzati,
si snodano di tanti
glicini profumati
le spirali inebrianti ...
Non so quale sentiero
seguo nÚ quale storia:
tra penombre del vero
luci della memoria.
 

Autore: Raimondo