Vai

 

“Ripudio la legge che impone la morte
ma non tollero quella che m’obbliga a restar vivo”


 

Come può
una foglia accartocciata
prigioniera nel suo corpo senza scampo
stare appesa ai rami della vita
di crudele inesorabile pietà
lontana da come si dovrebbe

Nessun albero le ha mai negato
quell’ultimo ondeggiare lento
quel calmo lasciarsi andare
come mano volteggiante
roteando nell’intimo saluto
per tornare alle braccia della terra

Questo non è voler morire
ma coraggio di un attraversamento
in quello sguardo che ogni volta dice
che nulla durerà per sempre
che in questi occhi persi e stanchi e soli
le lacrime non finiranno mai
assieme ai miei sorrisi che ti porti
perché non c’è alcun dubbio: tu
mi mancherai
ti mancherò
ogni volta che m’ascolterai
come nel sussurro lieve
di quell’albero rimasto spoglio

Siamo pochi fili
nel tessuto dell’immenso

Vai…
 

Autore: Marco Cinque