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 Alda Merini - fiore di poesia, 1951, 1997 -
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ligeia
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1594 Posts

Posted - 30 Mar 2007 :  19:49:20  Show Profile  Reply with Quote
Consiglio a tutti questo libro che offre una visione di Alda e della sua superba Poesia a tutto tondo, passando da:
- Poetesse del novecento (1951);
- La presenza di Orfeo (1953);
- La puara di Dio (1955);
- Nozze romane (1955);
- Tu sei Pietro (1961);
- La Terra Santa (1984);
- Poesie per Charles (inedite fino al 1991);
- Per Michele Perri (inedite fino al 1991);
- La ragazza ladra. Venti ritratti (inedite fino al 1991);
- Le satire della Ripa (1983);
- La palude del Manganelli o il monarca del re (1992);
- Titano amori intorno (1993);
- Ballate non pagate (1995);
- La volpe e il sipario (1997).

Qui la poesia della Merini appare per quella che è: multiforme e contradditoria, capace cioè di trarre anche dal dolore più grande felicità sensuale e ingordo erotismo.

In questo libro si ritrovano gli amori avuti della Merini (Giorgio Manganelli, Michele Pierri, Ettore Carniti), ma anche gli amori sognati nonchè ne "I venti ritratti" tutte quelle donne nella quali la Merini si riconosce o prende le distanze (Sappho, Emily Dickinson, Silvia Plath).

In particolare da Per Michele Pierri:

Amore perdonami: sono brutale e vorrei ungerti d’olio,
ti perseguito e vorrei
che davanti a te io fossi un tappeto,
ti amo e mi recludo nel mio silenzio,
ma ho paura, paura di me stessa,
di questi gigli orrendi di fame e di fango
che crescono nella mia mente.


Segnalo inoltre il sesto capitolo del volume dato da "La Terra Santa", frutto intenso nato dopo quasi vent'anni di silenzio e dalla sua esperienza in manicomio, opera che vinse nel 1993 il Premio Librex Montale.

Da questo:

Manicomio è parola assai più grande
delle oscure voragini del sogno,
eppur veniva qualche volta al tempo
filamento di azzurro o una canzone
lontana di usignolo o si schiudeva
la tua bocca mordendo nell'azzurro
la menzogna feroce della vita.
O una mano impietosa di malato
saliva piano sulla tua finestra
sillabando il tuo nome e finalmente
sciolto il numero immondo ritrovavi
tutta la serietà della tua vita.


E ancora:

La luna s’apre nei giardini del manicomio,
qualche malato sospira,
mano nella tasca nuda.
La luna chiede tormento
e chiede sangue ai reclusi:
ho visto un malato
morire dissanguato
sotto la luna accesa.


Scusatemi se mi sono dilungata, ma di lei potrei parlare all'infinito anche se, ben so, che non c'è mica bisogno della mia voce per ricordarla.


Il giorno cade,
la sera lo guarda, fa
niente la notte.

(pecco)

susysusy
Autore

Italy
3522 Posts

Posted - 31 Mar 2007 :  00:08:38  Show Profile  Reply with Quote
bella recensione di una poetessa sublime.... complimenti da susy


"un uomo solo davanti al muro è un uomo solo ma due uomini che guardano il muro è un principio d'evasione"
Jack Folla

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