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 Recensione dell'audiopoema di Memius
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pecco
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Italy
11706 Posts

Posted - 06 Apr 2007 :  23:12:47  Show Profile  Reply with Quote
Recensione dell'audiopoema di Memius

CONFUSI RICORDI DI UN VIANDANTE IMMEMORE


L'audiopoema di Memius, che firma testi, musiche e arrangiamenti avvalendosi per la voce del "poeta maledetto" Marcus, è un concept album che si muove senza esitazioni ma con fare (e dire) spedito nella e sulla linea di confine tra musica e poesia. Sì, perché di poesia si tratta, anche nelle parti più narrative: per la precisione, poesia epica, un genere desueto, apparentemente anacronistico, ma consono al messaggio che l'autore intende esprimere. Già il titolo rende infatti l'idea dell'opera, che è una sorta di incrocio tra una Divina Commedia del ventunesimo secolo e un'Odissea postmoderna, intrisa di elementi psicologici e new age, spirituali e con spinte verso l'esoterismo: un pastiche di visioni e percezioni più apocalittiche che integrate, che fanno pensare al tempo stesso ai viaggi acidi di Huxley e alle suggestioni di Salgari (che solo grazie alla propria fantasia approdò in terre esotiche).
Il concept album si articola in tre movimenti che richiamano la struttura di una squadra di calcio: amnesia, viaggio e rinascita in luogo di difesa, centrocampo e attacco, così come gli undici pezzi richiamano gli undici giocatori che compongono una squadra di calcio. Un parallelo azzardato, ma non troppo se si pensa che l'insieme dei pezzi finisce l'insieme dei pezzi finisce con l'essere un gioco di squadra finalizzato alla vittoria (la rinascita), dopo l'operazione di difesa-rimozione compiuta dall'amnesia e l'operazione ibrida (come è qualsiasi operazione che metta in atto una "mediazione", compresa quella di centro-campo) di "Planando immobile", pezzo centrale dell'opera, ossimoro sintomatico della fusione tra staticità e dinamicità e tra virtuale/onirico da una parte e reale dall'altra, che permea tutto l'audiopoema.
Andando nello specifico, la prima parte (l'amnesia) immette fin da subito l'ascoltatore in un'atmosfera evocativa. In "Dr. Jekyll and Mr. Hide" c'è la descrizione del protagonista nella sua duplice dimensione. Il pezzo riprende il fortunato, omonimo racconto-romanzo di Stevenson. La musica del pezzo, elettronica come nel resto dell'album, alterna effetti ua-ua, elementi di progressive e bassi accentuati a creare la sensazione di viaggio nei sotterranei dell'anima. Segue una musica dolce, ouverture di un pezzo recitato di matrice nietschiana ("La Profezia"), nel quale colpisce in modo particolare l'espressione del profeta: "voglio donarvi la mia mente attraverso il mio corpo". Segue una musica a due registri ed è di nuovo la volta di un pezzo recitato ("L'Eremo del Centauro"), molto più breve del precedente, con la presenza, tra l'altro, di allitterazioni e paronomasie ("quiete giungerà quando avrai requie"). Segue una musica classica che gradualmente assume i connotati di una musica leggera e, in chiusura della prima parte, "Dell'Esodo dell'Anima", pezzo in cui si impongono all'attenzione la voce che rimbomba e la musica struggente che fa da chiusa della traccia e insieme della prima parte.
Il recitativo successivo ("Il Mercato dei Sogni") apre la seconda parte, preceduto da una sorta di blues che va e viene (singolare e molto riuscito qui l'abbinamento musica-parlato). Il monologo è più lungo e colpiscono nel testo, per la loro incisività, gli aggettivi bisillabici "lesto", stolto". Periodicamente ricorre e si impone di nuovo l'effetto ua-ua. E' poi la volta del già citato "Planando Immobile", in cui la musica si affida alle percussioni e su questo sfondo ritmico prende forma in poche ma significative parole la realtà del gabbiano che, appunto, "plana immobile". Segue un breve pezzo di musica "ballabile". La settima traccia dell'audiopoema ("Il Cantico delle Cicale") è aperta dal frinire delle cicale, cui segue un canto "spezzato" e una musica "stridente". Qui il testo, credo volutamente, è di difficile comprensione (è più indistinta anche l'acustica), e più che altrove si fa fatica a seguire le tappe del viaggio, che finisce per sfociare nella "rinascita".
La terza e ultima parte dell'audiopoema presenta di nuovo quattro brani: "Lo Scrigno", la descrizione di un caleidoscopico tesoro di piccole e grandi cose cui segue una musica da film del terrore; "Il Monaco Buddista", in cui l'allitterazione-ossimoro bramando-bramino impreziosisce il testo, messo in risalto dall'alternanza delle parole con la musica; "La Locanda delle Verità", con un coraggioso passaggio da un genere a un altro di musica (c'è un ritmo saltellante che riecheggia grazie al suono di una fisarmonica le danze irlandesi, finché il tutto non va in distorsione) e suggestioni molto particolari date dai nitriti dei cavalli e dalla desolazione che si crea quando si fa riferimento ai clienti della locanda scomparsi; "Il Punto di non Ritorno", il pezzo finale, vera summa del viaggio omerico-dantesco (con spruzzate dell'Alchimista di Coelho) del protagonista, pezzo che, a dispetto del titolo un po' angosciante, immette in una dimensione rilassata e rilassante, che ricorda il riconciliante silenzio del bosco, anche se lo spiraglio finale ("la mente sa che tornerà a colpire") smorza l'atmosfera rassicurante creatasi.
La musica finale dà una sensazione di sublime e avvolge l'ascoltatore dell'audiopoema prima di restituirlo alla realtà dopo le divagazioni mentali-eteree-"extracorporee" portate in dote dalla fruizione dell'opera.

susysusy
Autore

Italy
3522 Posts

Posted - 06 Apr 2007 :  23:41:28  Show Profile  Reply with Quote
bellissimo l'audiopoema e anche la recensione di peccolino :)

"un uomo solo davanti al muro è un uomo solo ma due uomini che guardano il muro è un principio d'evasione"
Jack Folla

http://girasole77.splinder.com
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memius
Autore

682 Posts

Posted - 09 Apr 2007 :  21:12:36  Show Profile  Reply with Quote
obligado!

Un pezzo della mia mente ha girato sul lettore Cd di casa tua.

Thanks Pecco

Grande Recensione (troppo buono)






http://memius.splinder.com
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ligeia
Autore

1594 Posts

Posted - 10 Apr 2007 :  22:29:09  Show Profile  Reply with Quote
Bravissimi entrambi

Il giorno cade,
la sera lo guarda, fa
niente la notte.

(pecco)
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lindarc
Autore

1292 Posts

Posted - 10 Apr 2007 :  23:22:39  Show Profile  Reply with Quote
naaaaaaaa
non troppo buono
pecco è stato giusto
hai fatto davvero un buon lavoro
io le ho lette e rilette lo sai (che poi sia lenta nell'elaborare è un'altra questione)
alcune in particolare mi piacciono proprio


struconi

www.AtomidiVersi.com
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memius
Autore

682 Posts

Posted - 17 Mar 2011 :  21:37:35  Show Profile  Reply with Quote
mamma che recensione....
proprio oggi riascoltavo l'audiopoema
mai recensione fu piu' azzeccata di questa....

grazie ancora dopo anni
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