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 Antonia Pozzi
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camilla lopez
Autore

2160 Posts

Posted - 14 Feb 2006 :  13:18:43  Show Profile  Reply with Quote
Un paio di anni fa circa, leggendo Le intermittenze del cuore di Eugenio Borgna, mi sono imbattuta in una poetessa di cui non avevo mai sentito parlare: Antonia Pozzi.
Il testo di Borgna parla di emozioni, in particolare della malinconia e degli effetti che quest’ultima può avere sul destino delle persone per le quali, spesso, costruisce la struttura portante di vita.
Tra gli esempi citati da Borgna vi sono la vita e le opere di Antonia Pozzi e Sylvia Plath, morte entrambi suicide.
Dopo aver letto l’articolo ho cercato su internet e, se leggere alcune poesie della Plath è stato emozionante, leggere alcune poesie della Pozzi è stato “fiato sospeso”.
Mi sono precipitata in libreria, ma la raccolta delle poesie della Pozzi non era disponibile e così mi sono rassegnata a prendermi Sylvia Plath che, per altro, cioè per me, è troppo difficile da captare.
Immaginatevi la mia sorpresa ed il mio entusiasmo quando, poco prima di Natale, ho trovato la ristampa freschissima di Parole, la raccolta di Antonia Pozzi con l’aggiunta di alcune poesie inedite.
Naturalmente il libro è stato acquistato all’istante e le poesie lette d’un fiato.
Ho trovato poesie ricercatamente semplici, immediate nei loro contenuti e nella simbologia, delicate, persino profumate, eleganti che mi hanno ricordato, per certi versi la Dickinson.
L’eleganza dei versi combacia perfettamente con l’intensità dei sentimenti in essi contenuti come se, sublimandosi in composizione poetica, i contenuti stessi ne uscissero addirittura rafforzati.
Sentite qui:
Un’altra sosta

Appoggiami la testa sulla spalla:
ch’io ti carezzi con un gesto lento,
come se la mia mano accompagnasse
una lunga, invisibile guglia.
Non sul tuo capo solo: su ogni fronte
Che dolga di tormento e di stanchezza
Scendono queste carezze cieche,
come foglie ingiallite d’autunno
in una pozza che riflette il cielo.

La Pozzi aveva 17 anni quando la scrisse. E certamente i versi spiegano come mai Eugenio Montale le dedicò parecchi articoli e scrisse la prefazione alla raccolta uscita nel 1964.
Ma ascoltate ancora:
Grido.

Non avere un Dio
Non avere una tomba
Non avere nulla di fermo
Ma solo cose vive che sfuggono –
Essere senza ieri
Essere senza domani
Ed accecarsi nel nulla –
- Aiuto –
Per la miseria
Che non ha fine –

Non è forse, nella sua straziante semplicità altrettanto “maledetta” di alcune delle poesie di Baudelaire?
Antonia Pozzi nacque nel 1912 e morì nel 1938 a soli 26 anni, suicida.
Suo padre le impedì di sposare Antonio Maria Cervi, il professore di greco e latino del liceo e questo accellerò, senz’altro, il percorso di disagio, di inadeguatezza, di distacco, di chiusura estrema nei confronti di un mondo esterno che pure frequentava e con successo.
Ci sono persone che rimangono per tutta la vita inesplorate, inaccessibili; la Pozzi fu una di queste persone. Sempre sorridente, gentile, educata nascondeva dentro di sé una sensibilità struggente e malinconica che la portò a scrivere poesie che parlano direttamente al cuore.
Questo è un pezzo tratto dai suoi Diari (che acquisterò al più presto sempre che siano disponibili) e che Borgna, nel suo splendido articolo, riporta.

“Forse è perché quella rimasta in me è particolarmente lieta, forse perché, se pure alcunché di doloroso e di violento è passato nella mia vita tranquilla, io ho vissuto questa vita intensamente, godendo quasi della mia stessa sofferenza, esultante per la gioia di poter vivere dentro di me, si sentirmi dentro, chiusa come in uno scrigno, un’anima, un’anima palpitante, ridente, nostalgica, appassionata; è forse per questa piena di sentimenti, per cui in una giornata soffro e godo ciò che apparentemente si può soffrire e godere in tutta un’esistenza, che rimpiango il passato, che adoro il presente, che non desidero l’avvenire; perché sono contenta di essere io, con i miei difetti e con le mie poche virtù, perché non so se in avvenire potrò ancora essere così.”

E queste sono poche righe tratte da una lettera che la Pozzi scrisse ad un caro amico:

“Sempre così smisuratamente perduta i margini della vita reale: difficilmente la vita reale mi avrà e se mi avrà sarà la fine di tutto quello che c’è di meno banale in me”

E’ facile sintonizzarsi con Antonia Pozzi, facile sentirla vibrare nell’aria, facile farsi coinvolgere e sentire profumi e vedere colori e provare sensazioni, le stesse che provò ed espresse nelle sue delicate, eppur forti, poesie.
Spesso si parla di quanto fallace sia l’interpretazione delle opere d’arte, delle poesie in particolare.
Ebbene in questo caso non si può sbagliare perché quando un poeta scrive così, non esistono possibili margini d’errore: è travaso puro e semplice, osmosi piena, vasocomunicanza assoluta.
Vi lascio con una delle poesie più famose, e belle, della Pozzi scusandomi per l’ingenuità di questa mia pseudorecensione.

La porta che si chiude.

Tu lo vedi, sorella: io sono stanca,
stanca, logora, scossa,
come il pilastro d’un cancello angusto
al limitare d’un immenso cortile:
come un vecchio pilastro
che per tutta la vita
sia stato diga all’irruente fuga
d’una folla rinchiusa.
Oh, le parole prigioniere
Che battono battono
Furiosamente
Alla porta dell’anima
E la porta dell’anima
Che a palmo a palmo
Spietatamente
Si chiude!
Ed ogni giorno il varco si stringe
Ed ogni giorno l’assalto è più duro.
E l’ultimo giorno
- io lo so –
l’ultimo giorno
quando un’unica lama di luce
pioverà dall’estremo spiraglio
dentro la tenebra,
allora sarà l’onda mostruosa,
l’urto tremendo,
l’urlo mortale
delle parole non nate
verso l’ultimo sogno di sole.
E poi, dietro la porta per sempre chiusa,
sarà la notte intera,
la frescura,
il silenzio.
E poi,
con le labbra serrate,
con gli occhi aperti
sull’arcano cielo dell’ombra,
sarà
- tu lo sai –
la pace

susysusy
Autore

Italy
3522 Posts

Posted - 14 Feb 2006 :  13:36:17  Show Profile  Reply with Quote
non conoscevo questa poetessa ma, come per la plath che risulta complessa, ti do ragione, leggendo queste poesie da te riportate sulla densità e bellezza dei testi.
complimenti anche per la bellissima recensione....ciao da susy

"un uomo solo davanti al muro è un uomo solo ma due uomini che guardano il muro è un principio d'evasione"
Jack Folla
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Micol
Autore

Italy
4442 Posts

Posted - 15 Feb 2006 :  00:17:36  Show Profile  Reply with Quote
Grazie Camilla, non la conoscevo e ora mi incuriosisce approfondire.
Bellissime le poesie che hai riportato.
ciao




Micol
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n/a
deleted

18 Posts

Posted - 19 Feb 2006 :  18:18:43  Show Profile  Reply with Quote
Grazie davvero Camilla, neanche io conoscevo questa poetessa e credo proprio che cercherò le sue opere..

Federica
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Silva
Redattrice Poesia

Italy
2724 Posts

Posted - 20 Feb 2006 :  19:35:57  Show Profile  Reply with Quote
conosco solo superficialmente questa poetessa, mentre ho quasi una venerazione per sylvia plath, che per varie ragioni considero unica, impareggiabile... proverò a leggere qualcosa di più di quest'autrice, penna indubbiamente intensa e voce fuori dal coro, dal destino tragico ma certamente meno scontato, meno già scritto, dell'altra... in ogni caso le informazioni su di lei sono interessanti e motivanti alla lettura... grazie!

"Qualcuno rovesciò il calamaio sulla tela. Ora si vanta: 'Ho dipinto la notte'."

Rabindranath Tagore

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Marinella
Autore

Italy
1843 Posts

Posted - 05 Jan 2008 :  18:05:18  Show Profile  Reply with Quote
da leggere!


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"Non lasciare che le tue paure ostacolino la strada dei tuoi sogni."
Sergio Bambarén
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