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 ROMANZI E SAGGI
 39a. DOPO LO SPECCHIO (Romanzo)
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Ce lia
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2770 Posts

Posted - 01 Sep 2007 :  18:49:25  Show Profile  Reply with Quote
DOPO LO SPECCHIO


di Ce lia






II - http://www.millestorie.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=14786
III - http://www.millestorie.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=14803
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VIII - http://www.millestorie.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=15068
IX - http://www.millestorie.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=15104




I PARTE


Tutto ciò che mi è dato di amare è bello, tutto è santo, tutto infinitamente buono…
…non mi pentirò mai di nessun amore che abbia provato
né di alcuna cosa saggia o sciocca che a causa di esso abbia fatto…
(H. HESSE, L'ultima estate di Klingsor)


I

Settembre

"Lorenzooo..." Chiamò Laura dall'altra parte della strada.
Un pomeriggio di settembre.
"Lorenzo!" Agitava la mano, le veniva da ridere; la gente si voltava, lui no.
Attraversò la strada di corsa; Lorenzo non si era ancora accorto di lei, si accendeva una sigaretta.
"Lorenzo!" La vide. "Ho chiamato tanto, ero dall'altra parte! - un respiro - come stai?"
Lorenzo le era venuto incontro sorridendo. Era più alto, più scuro, abbronzato. La baciò sulle guance.
"Sei molto carina di settembre, sai?"
Laura sorrise: "Che facciamo?" disse soltanto, col fiatone, agitata e felice come mai era stata prima.
Decisero di passeggiare un po’ e Lorenzo la prese per mano.
Lorenzo parlava poco, Laura pensava. Lo guardava spesso, senza farsene accorgere; dal basso, sotto le ciglia, sotto i capelli...
Capitava che lui si voltasse, per guardarla e sorriderle, senza dire una parola, per minuti e minuti, nel sole di settembre. E le mani unite sudavano un po', ma faceva piacere.
Per mesi, pensava Laura, l'immagine di Lorenzo si era andata sempre più sfocando.

Nelle notti d’estate, lontana, aveva tanto cercato la sua figura, confusa dai suoni dei grilli, dalle ombre... e ieri sera, poi, nel letto, con ancora la sua voce al telefono nelle orecchie, cercando i suoi occhi e la sua bocca, li aveva perduti quasi completamente nel buio della stanza, e più li cercava più l'abbandonavano, confusi...

Ora lui era lì, la mano nella sua, il suo odore, il suo passo e, di tanto in tanto, una parola la invadevano di nuovo. Antica novità. Voglia sfrenata di immagazzinare per più tempo possibile minuti, sensazioni, voglie insistenti e i lineamenti che più smarriva, sconsolata, solo chiudendo gli occhi, anche lì accanto. Il tempo doveva trattenere! Gli istanti, le luci particolari, ogni attimo diverse, le diverse atmosfere, i passi tra la gente, sempre differenti. Assorbire per poi ricordare, nitidamente la pura verità di sensi, di realtà. I sentimenti di quelle ore, lo sapeva, sarebbero rimasti; lui e ogni cosa che c'era di più vero, no.
Perdere la realtà, smarrirsi nei ricordi. Questo le sarebbe successo già stanotte a casa sua catalogando quel pomeriggio per frasi, sguardi, "dolcezze", situazioni. Un tale sforzo cerebrale dietro quegli occhi innamorati e apparentemente vuoti non si sarebbe sospettato. Né Lorenzo lo sospettava.
Probabilmente in quegli stessi istanti le uniche sensazioni che lo toccavano erano il venticello tra i capelli e il tepore della mano di Laura. Laura lo sapeva. Poteva essere così. D'altronde amava Lorenzo per quello che era, non per quello che avrebbe dovuto essere. Lorenzo così sfacciatamente terreno con gli occhi persi nell'etere più astratto. Controsensi. E da qualche tempo balenavano in lei.
Migliaia di controsensi, di orgogli e depressioni; lontana, più lontana da lui che forse anche quel pomeriggio distava secoli dalla sua mano. Non voleva accorgersene.
Dunque ora gli avrebbe detto una sciocchezza. Le sue sciocchezze! Che strani nascondigli, che piccoli rifugi dalla paura della propria grandiosità, della propria solitudine... Poteva chiedergli com'erano andate le vacanze. Che senso avrebbe avuto? Com'era lontana dal mondo che aveva popolato la mente di Lorenzo quell'estate! Lei era un'altra cosa. Non amava confondersi con il resto. L'altra gente, gli altri sorrisi, probabilmente gli altri baci non le appartenevano. Non le interessavano.
Lo guardò ancora, come per infilarsi nei suoi pensieri, dentro di lui.
Lorenzo era silenzioso ma non di cattivo umore. Si voltò e le sorrise in un modo incantevole, con tutto il suo essere, senza dire una parola.
Non erano le sue parole a prendere Laura.

Spesso le parole sono inutili, pensava, solo un'essenza superflua se ci si vuole intendere spiritualmente e concettualmente: capirsi per capirsi, per stare insieme e basta.
Lorenzo non aveva bisogno di bruciare parole. Era un poeta pieno, pensava. Non doveva come lei disfarsi di migliaia di parole. Le parole per esprimere i concetti sono quelle che farebbero affogare i poeti. La necessità di venderle o di regalarle per non venire soffocata dalla sua stessa poesia.
Lorenzo non era così. La sua poesia era quanto bastava a se stesso. Non c'era di più. Per questo il suo corpo parlava con la poesia che il suo animo sapeva trattenere.
Laura era un poeta "gonfio" invece. Proprio di quelli che la gente chiama normalmente poeti. La sua poesia sprizzava da ogni sua frase, e le frasi d'amore che inventava erano sempre più perfette. Trasformava l'amore in poesia.
In Lorenzo l'amore era un sentimento (anche se fosse sconosciuto), in Laura una nota, presente, intimissima parola traboccante di "poesia in più".

"Sono contenta di stare con te!" gli disse.
Lorenzo sorrise ancora. Fermandosi un istante la strinse tra le braccia: un paio di innocentissimi bacetti, la cosa che più Laura amava, scaldarono le sue guance. Era felice. Non era difficile per Laura essere felice quando Lorenzo era con lei. Era questa condizione che la spaventava…Non adesso comunque, con le braccia di lui sulle sue spalle, così delicate, morbide, affettuose.

Qualche goccia sulla testa.
Il cielo ad un tratto più grigio.
"Dio, piove!" Lorenzo rise: "Ho l'ombrello!" E lo aprì su di loro, mentre cominciava a piovere forte e Laura, sorpresa e divertita, si appoggiava al braccio che Lorenzo le aveva offerto. Che cosa buffa! Camminare sotto braccio come due persone anziane, con i piedi già bagnati negli zoccoli e il cuore che batte fortissimo. Ridevano.
L'aria si era fatta più fredda e il braccio forte di Lorenzo piacevolmente caldo.
Pioveva fitto, la gente intorno correva perché la pioggia li aveva sorpresi quasi tutti senza ombrello.
Laura e Lorenzo, tra la gente, ridevano al riparo della cupoletta verde, di un abbraccio innocente eppure carico di sensualità infantile, dolcissima.
Davanti ad un negozio d'auto Lorenzo si fermò guardando la vetrina: una macchina nera, modello antico, raffinatissima. La indicò guardando Laura. "Quando siamo grandi ce la compriamo!" Laura rise. Per la sciocchezza di quella frase, i diciassette anni di Lorenzo, i suoi quindici, la grazia assurda di quel tono, la serenità di una dolcissima bugia, così grande e bellissima e gli occhi neri, lucidi di Lorenzo...
Sotto l'ombrello verde tutto ha un altro colore. Il cuore impazzisce. Un brivido: forse è l'umidità.
Laura in quell'attimo è morta, è volata via, è un soffio, un palpito, un bacio. Un tenero bacio sulle labbra, sfiorato, tra la pioggia, a settembre. Il primo per Laura. Così assurdo…







(Ogni momento
io l'ho vissuto
un'altra volta
in un'epoca fonda
fuori di me.)

(Ungaretti)

Edited by - memius on 21 Jan 2008 12:53:20

Ce lia
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2770 Posts

Posted - 01 Sep 2007 :  18:52:03  Show Profile  Reply with Quote
Dopo lo specchio è un romanzo a puntate!

(Ogni momento
io l'ho vissuto
un'altra volta
in un'epoca fonda
fuori di me.)

(Ungaretti)
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n/a
deleted

6865 Posts

Posted - 02 Sep 2007 :  00:24:43  Show Profile  Reply with Quote

Bene! Mi preparo a leggere con grande piacere un'altro dei tuoi romanzi

La donna ha l'età del cuore ~ l'uomo quello del giudizio...


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n/a
deleted

1418 Posts

Posted - 04 Sep 2007 :  17:05:43  Show Profile  Reply with Quote
Mmmm, promette bene!

Vai Cecì!

______
Nella vita non contano i respiri,
ma i momenti che ti hanno tolto il respiro...
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Pier
Autore

Guatemala
563 Posts

Posted - 14 Sep 2007 :  10:19:09  Show Profile  Reply with Quote
Questo è l'incipit.
Mi serviva per capire. Il percorso a ritroso era ricerca faticosa di un senso che invece era contenuto già nell'inizio.
C'è voce, odore, colore, rumore. Tutti elementi non solo del saper scrivere e raccontare, ma anche essenza di quella foga dell'anima che prende chi scrive di cose che sono a mezza strada tra accaduto e fantasia.
Cio sono immagini suggestive. Sei stata brava, anzi bravissima a far capire le emozioni di Laura senza dire,
Ora non posso, ma intendo andare avanti.
Vale la pena leggerti, perchè ad un certo punto, in modo inatteso, hai smosso qualcosa, ho sentito le parole entrare nella pancia e mi hanno fatto vibrare.
Bravissima.
Pier

---------------------------------------------------------
Il marinaio spiegò le vele al vento.... ma il vento non capì.
(autore sconosciuto..)

Edited by - Pier on 14 Sep 2007 10:23:36
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Ce lia
Autore

2770 Posts

Posted - 14 Sep 2007 :  10:49:14  Show Profile  Reply with Quote
GRAZIE!
Ce
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memius
Autore

682 Posts

Posted - 21 Jan 2008 :  12:54:21  Show Profile  Reply with Quote
fatto!

Cia'





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