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 Mille splendidi soli di Khaled Hosseini
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Posted - 24 Feb 2008 :  23:16:05  Show Profile  Reply with Quote
l titolo di questo romanzo fa parte di una poesia di Saib_e_Tabrizi, scritta nel
XVII secolo.
“Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri”
Nel romanzo di Khaled Hosseini questi versi si incontrano tre o quattro volte,
sempre in bocca a chi sta per lasciare Kabul, portando nel cuore la sua bellezza.
Ma, leggendo questo straordinario romanzo, i mille splendidi soli sono anche
le donne afghane, tutte e, in particolare, le protagoniste della storia raccontata dall' Autore il quale, peraltro, dedica la sua opera, oltre che ai suoi figli, alle
donne afghane. Credo che la protagonista principale sia proprio la terra
martoriata dell' Afghanistan, occupata e violentata dai sovietici, liberata dai
mujaheddin che poi si uccidono tra loro, frazione contro fazione, etnia contro etnia. Il paesaggio dell' Afghanistan, ora brullo, ora lussureggiante di giardini
come quelli della magica Herat, è sconvolto da bombe, razzi, cannoneggiamenti
che fanno migliaia di vittime innocenti. La violenza dilaga e, da militare e politica, diventa privata. Entra nelle famiglie, semina germi di crudeltà indicibile. Vittime designate, oltre ai bambini, sono le donne, oppresse e umiliate, comunque, sempre. In tempo di guerra e in tempo di pace.
“Distesa sl divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che
ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frammenti, cadendo silenziosamente sulla gente. “A ricordo di come soffrono le donne come noi _ aveva detto _ Di come
sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso”. ( pag. 99 ).
Eppure queste donne, all' apparenza fragili, sono dotate di una profondità morale, di una sensibilità tanto generosa da renderle, appunto, tanti splendidi soli. Dalle loro sventure traggono non solo la forza di sopravvivere ma, soprattutto, di amare con assoluta gratuità.
Le vicende delle tante guerre fanno incontrare Mariam e Laila.
Mariam è una harami, una bastarda, nata dalla illecita relazione del ricco
Jalil con una serva, Nana. Mariam adora suo padre che ogni settimana va a
trovarla nella kolba, una capanna dove, per vergogna e per ignavia ha relegato lei e sua madre. Per incontrare suo padre, con la speranza che l' accolga nella famiglia legittima, Mariam va ad Herat ma viene respinta. Profondamente delusa torna a casa. Qualcuno tenta di allontanarla perché non veda. Mariam
vede. Sua madre, disperata per aver perso l' unico affetto, si è impiccata.
Per qualche giorno vive in casa del padre, ma Jalil la rifiuta di nuovo e per liberarsi di lei la fa sposare con un uomo di quarantacinque anni, Rashid, reso
violento da un passato di sciagure. Un barlume di tenerezza si risveglia quando
la quindicenne Mariam rimane incinta. Ma quando, proprio per colpa del marito, Mariam perde il bambino, Rashid diventa una furia che scarica sulla moglie tutto il suo odio.
Laila è figlia di un professore universitario, Hakim e di una donna un tempo
allegra e vitale e poi spenta, resa quasi folle per la perdita dei suoi due figli
che combattevano contro i sovietici.
In uno scenario di tanta violenza e squallore, l' amore di Liala e Tarik, un
ragazza che ha perso una gamba in un campo minato, è un forte segno di speranza, come se la conclusione felice dell' amore dei due ragazzi fosse
assunta , dall' Autore, a metafora di un Afghanistan finalmente pacificato.
Liala e Tariq alla fine del romanzo si sposano e sono felici, una felicità pagata a caro prezzo dall' uno e, soprattutto, dall' altra che, scampata per miracolo ad un bombardamento che l' ha resa orfana di entrambi i genitori, deve piegasi e umiliarsi a compromessi ripugnanti alla sua coscienza. Sposa il violento Rashid
per dare un padre alla figlia concepita da lei e Tariq. Lui ha dovuto abbandonare Kabul e, travolto anche lui dalle vicende della guerra, è stato
costretto a starne lontano per molto tempo.
Mariam e Laila, mogli dello stesso marito, da nemiche diventano amiche
Per sottrarla alla furia omicida di Rashid che, tornato Tariq, scopre che la bambina che ha avuto in casa per tanto tempo non è sua, Mariam non esita
ad uccidere Rashid che sicurmente avrebbe ucciso Laila. Questa la sollecita a fuggire ma Mariam rifiuta. Oppressa da tanto dolore per quello che ha dovuto fare, si consegna alla “giustizia” dei talebani e affronta la morte con dignità,
mormorando sottovoce un versetto del Corano: “ Egli ha creato i cieli e la terra
con Verità d' intento. Egli arrotola la notte sul giorno e arrotola il giorno sulla
notte e ha soggiogato il sole e la luna e ciascuno corre verso la meta prescritta;
non è Egli dunque il Possente Indulgente?
Nonostante le guerre e le tragedie private, il romanzo è pervaso di poesia,
di bellezza di luoghi e persone ( splendide le figure di Hakim e di Tariq ),
poesia e bellezza che rivelano la passione di Khaled Hosseini per la sua terra.
Ho letto il romanzo due volte, alcuni brani più volte, scoprendo via via nuovi squarci di poesia, di delicatezza di sentimenti che, nel quadro di tanta violenza e di tanta sofferenza, sono gemme preziose che danno gioia ma fanno anche riflettere sulle cause che hanno condotto un Paese così bello e così ricco di valori a diventare oggetto di interessi e strumentalizzazioni di paesi stranieri.


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Posted - 24 Feb 2008 :  23:20:30  Show Profile  Reply with Quote
Un refuso. Il titolo del romanzo è "Mille splendidi soli" Scusate. Saluti franca.
P.S. E' saltata anche la I iniziale della recensione.
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Posted - 25 Feb 2008 :  08:56:15  Show Profile  Reply with Quote
...l'ho letto in pochi giorni...è veramente toccante e reale..
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