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 La topa di Capannori (romanzo)
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Posted - 29 Mar 2006 :  19:46:14  Show Profile  Reply with Quote
RECENSIONE DEL PROF. ALESSANDRO BEDINI

INTRIGO E TRADIZIONE NEL ROMANZO DI RICCIO
Il mascherone di Capannori al centro del terzo libro del vicesindaco
(da Il Tirreno del 14 settembre 2005 in cronaca di Lucca)

E' il terzo romanzo in tre anni e si intitola "La topa di Capannori". Domenico Riccio, attuale vicesindaco, ha voluto recuperare un'antica tradizione della Lucchesia. La topa di Capannori, infatti, era un mascherone posto sul campanile della chiesa del paese, che si muoveva ogni volta che l'orologio batteva i quarti d'ora. La veste tipografica sontuosa, ideata dall'editore Gino Biagini, e la prefazione di Altero Matteoli, ministro dell'ambiente, impreziosiscono le pagine scorrevoli e curate scritte da Riccio.
Si tratta di un percorso autobiografico che ha inizio con una scoperta - l'esistenza della topa di Capannori della quale l'autore viene a sapere nel corso di un suo soggiorno negli Stati Uniti - da una signora che fa parte dell'associazione Lucchesi nel mondo.
Da quel momento l'idea prende forma, la trama comincia a dipanarsi, le pagine si susseguono incalzanti, fino ad arrivare a 320. Un libro ponderoso e anche complesso. Diviso in due parti "la prima ludica, la seconda seria" ha precisato l'autore nel corso della presentazione alla stampa. L'aspetto ludico ripercorre la storia di questo mascherone che fino agli anni Venti del secolo scorso campeggiava sul campanile della chiesa di Capannori. Ne ha parlato persino Giacomo Puccini in due lettere destinate alla sorella Ramelde e al cognato Raffaello Franceschini. La seconda parte lascia spazio a un sapido intreccio di sentimenti, politica, vita vissuta nei fatidici anni Settanta, quelli di piombo, della guerra civile strisciante tra giovani di destra e di sinistra.
Riccio ricostruisce quel clima, lascia assaporare al lettore il gusto amaro dell'essere di destra e quindi emarginati, anzi, trattati come dei paria della società. Sullo sfondo si muovono personaggi lucchesi e non, gli amici d'infanzia, le prime ragazze, i compagni di un'avventura politica ed esistenziale non ancora conclusa. Danilo Ravenni e Beppe Niccolai, due leader del Movimento sociale italiano a Lucca e in Toscana, compaiono spesso nelle pagine del libro, è un ricordo commosso e denso di significati.
"La topa di Capannori" non è solo un tuffo un po' azzardato nella tradizione locale, ma la paziente tessitura di una tela che sarebbe piaciuta tanto a Riccardo Bacchelli, per la pazienza, la cura, l'acume, la passione con cui è stato scritto. Tra il serio e il faceto questo libro ci porta indietro nel tempo, nella geografia, nella storia, ci narra di un microcosmo che ha segnato molte esistenze, qualcuna perduta altre no, un mondo a molti sconosciuto sul quale l'autore ha gettato un fascio di luce.

Prof. Alessandro Bedini

Edited by - n/a on 21 Apr 2006 11:32:49
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