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 Il dolce sapore del cielo
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athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  05:58:18  Show Profile  Reply with Quote
Nei cuori e nelle menti di molti esseri umani alberga la speranza ed il sogno di una vita serena, tranquilla, felice e di una società che superi la necessità dei bisogni materiali e spirituali.
La speranza di una vita migliore in una dimensione sociale concretamente libera, eguale, fraterna ha storicamente scaldato tanti cuori ed appassionato tante menti.
“Il dolce sapore del cielo”, terzo romanzo di Giuseppe Calocero, dopo “ Gli occhi oltre il cielo” ed “Il caldo respiro della speranza”, ci porta nel “Mondo Nuovo”.
Il percorso sarà irto di ostacoli e di dure prove da superare, poiché il vecchio mondo non vuole cedere il suo dominio e lotterà con ogni mezzo per opporsi al nuovo corso storico.
Ma l’umanità, ormai libera da falsi tabù, false superstizioni e falsi luoghi comuni e consapevole che sotto l’egida del “Guadagno” non ci potrà mai essere vera libertà, vera uguaglianza, vera fratellanza non cadrà nelle trappole del “passato” ed abbraccerà in modo convinto il “Futuro”.
L’umanità vuole sognare e vuole godere la vita in tutto il suo splendore!
E il sogno passa per il superamento di vecchi schemi socio-econominici e l’affermazione di nuove frontiere che mettano al centro l’essere umano e la sua vita.
“Il dolce sapore del cielo” è il sapore meraviglioso e straordinario di una vita nuova in un mondo nuovo!





Edited by - athena2010 on 20 Nov 2013 16:12:32

athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  05:59:34  Show Profile  Reply with Quote
Il dolce sapore del cielo

Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.
Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!
I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.
Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;
che i bambini morissero per mancanza di cibo.
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;
che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;
che un liquido brutto e nero fosse così importante.
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;
che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
che un malato dovesse pagare per essere curato;
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;
che un laureato non trovasse occupazione;
che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti;
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;
che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;
che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;
che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
che ci fossero le banche, le assicurazioni.
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali.
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “

Da “Il dolce sapore del cielo”
di Giuseppe Calocero
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athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  06:00:29  Show Profile  Reply with Quote
Un sogno che la storia farà realtà.
“Ogni persona aveva un lavoro, a cui si doveva accedere compiuti i diciotto anni. Il tempo di lavoro era di due ore al giorno dal lunedì al venerdì. Si lavorava, quindi, dieci ore alla settimana.
Due ore ancora della giornata erano dedite allo studio. Sempre dal lunedì al venerdì.
La nuova società voleva persone, che raggiungessero le più alte vette della conoscenza e dava molta importanza ad essa, come fonte di sapere e di libertà.
Dopo aver dedicato al lavoro e allo studio quattro ore totali della giornata, ognuno era libero di fare ciò che più gli piacesse.I lavori più alienanti e faticosi erano svolti da robot, impostati per assolvere i compiti loro assegnati…
L’età lavorativa aveva termine a 50 anni per le donne e a 55 per gli uomini.
Ogni cittadino era esonerato dal prestare lavoro e dal dedicarsi allo studio per sei settimane all’anno.
In questo periodo di riposo poteva viaggiare, visitare ogni posto del mondo, soggiornare in ogni luogo, con la possibilità di usufruire di alloggi o dei centri alberghieri.
La stessa cosa si poteva fare ogni giorno, svolti i compiti lavorativi e di studio, visto il livello di eccellenza dei trasporti, che permettevano, tramite i Celeste 120, aerei velocissimi, di raggiungere le località più lontane in pochissimo tempo.
Il tipo di organizzazione economica e sociale permetteva poi di svolgere i propri compiti di lavoro e di studio in qualsiasi parte del mondo…Nella nuova società non c’era denaro.Non c’erano più merci da vendere o da comprare…
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava.
D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruirne in abbondanza, anche oltre le necessità.”
Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero
Sembra un sogno, ma è solo una società senza plusvalore e senza profitto, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Già nella situazione attuale si produce più dei bisogni della popolazione mondiale, nonostante, in tantissimi casi, gl’impianti produttivi non siano utilizzati al massimo.
In questi giorni i mass-media stanno terrorizzando le persone sugli effetti della recessione in alcune aree del mondo, ma proprio questa situazione mostra come l’attuale sistema sia contro l’essere umano, visto che pur potendo produrre beni per soddisfare pienamente i bisogni dell’umanità, si riduce la produzione perché il mercato non è in grado di comprare i beni prodotti.
La miseria, la fame, l’annullamento di ogni dignità umana di chi si trova a dover cercare ogni giorno di sopravvivere non conta in alcun modo.
In questo mondo conta solo il profitto!
E’ inutile pensare di rifondare il capitalismo, come dicono alcuni. Questo sistema va solo superato!
“ Non basta. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E’ ora di finirla di procedere attraverso aggiustamenti strutturali dell’economia, che premiano soltanto i ricchi e allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo finanziario, dominatore dell’economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va rifondato, va cambiato”
Cardinale Maradiaga, presidente della Caritas internazionale ed osservatore della Santa Sede alla Banca mondiale ed al Fondo monetario internazionale.
Fonte Famiglia Cristiana
E’ vero va cambiato, ma questo può avvenire solo se lo si supera e si buttano il mercato ed il profitto nella spazzatura della storia, come avverrà, e s’instaura una società nuova con al centro le persone ed i loro bisogni.




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athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  06:00:58  Show Profile  Reply with Quote
Un sogno che la storia farà realtà.
“Ogni persona aveva un lavoro, a cui si doveva accedere compiuti i diciotto anni. Il tempo di lavoro era di due ore al giorno dal lunedì al venerdì. Si lavorava, quindi, dieci ore alla settimana.
Due ore ancora della giornata erano dedite allo studio. Sempre dal lunedì al venerdì.
La nuova società voleva persone, che raggiungessero le più alte vette della conoscenza e dava molta importanza ad essa, come fonte di sapere e di libertà.
Dopo aver dedicato al lavoro e allo studio quattro ore totali della giornata, ognuno era libero di fare ciò che più gli piacesse.I lavori più alienanti e faticosi erano svolti da robot, impostati per assolvere i compiti loro assegnati…
L’età lavorativa aveva termine a 50 anni per le donne e a 55 per gli uomini.
Ogni cittadino era esonerato dal prestare lavoro e dal dedicarsi allo studio per sei settimane all’anno.
In questo periodo di riposo poteva viaggiare, visitare ogni posto del mondo, soggiornare in ogni luogo, con la possibilità di usufruire di alloggi o dei centri alberghieri.
La stessa cosa si poteva fare ogni giorno, svolti i compiti lavorativi e di studio, visto il livello di eccellenza dei trasporti, che permettevano, tramite i Celeste 120, aerei velocissimi, di raggiungere le località più lontane in pochissimo tempo.
Il tipo di organizzazione economica e sociale permetteva poi di svolgere i propri compiti di lavoro e di studio in qualsiasi parte del mondo…Nella nuova società non c’era denaro.Non c’erano più merci da vendere o da comprare…
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava.
D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruirne in abbondanza, anche oltre le necessità.”
Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero
Sembra un sogno, ma è solo una società senza plusvalore e senza profitto, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Già nella situazione attuale si produce più dei bisogni della popolazione mondiale, nonostante, in tantissimi casi, gl’impianti produttivi non siano utilizzati al massimo.
In questi giorni i mass-media stanno terrorizzando le persone sugli effetti della recessione in alcune aree del mondo, ma proprio questa situazione mostra come l’attuale sistema sia contro l’essere umano, visto che pur potendo produrre beni per soddisfare pienamente i bisogni dell’umanità, si riduce la produzione perché il mercato non è in grado di comprare i beni prodotti.
La miseria, la fame, l’annullamento di ogni dignità umana di chi si trova a dover cercare ogni giorno di sopravvivere non conta in alcun modo.
In questo mondo conta solo il profitto!
E’ inutile pensare di rifondare il capitalismo, come dicono alcuni. Questo sistema va solo superato!
“ Non basta. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E’ ora di finirla di procedere attraverso aggiustamenti strutturali dell’economia, che premiano soltanto i ricchi e allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo finanziario, dominatore dell’economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va rifondato, va cambiato”
Cardinale Maradiaga, presidente della Caritas internazionale ed osservatore della Santa Sede alla Banca mondiale ed al Fondo monetario internazionale.
Fonte Famiglia Cristiana
E’ vero va cambiato, ma questo può avvenire solo se lo si supera e si buttano il mercato ed il profitto nella spazzatura della storia, come avverrà, e s’instaura una società nuova con al centro le persone ed i loro bisogni.




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athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  06:01:25  Show Profile  Reply with Quote
Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!

La parola libertà nell’attuale sistema è tra le più usate. Con essa s’intende di tutto, quasi sempre a sproposito.
Addirittura si fanno guerre in nome della libertà!
La verità è che il capitalismo per libertà intende la possibilità di aumentare i profitti ed utilizzare per questo obiettivo al massimo grado la forza lavoro.
Quale libertà ha il disoccupato?
Chi ha un lavoro precario, il cassintegrato, il lavoratore o la lavoratrice in mobilità, chi perde il posto di lavoro?
Chi vive con 1200 euro al mese o chi ha una pensione di 600 euro al mese?
Il giovane che studia una vita per un futuro senza futuro?
La parola libertà non agganciata a soddisfazione dei bisogni è vuota di ogni contenuto.
Nell’attuale sistema essere liberi significa per tante persone poter scegliere tra occupazione con stipendi da fame, disoccupazione, pensioni misere e, per una buona percentuale, addirittura la fame, quella vera.
In molti casi si è costretti a morire per guerre in nome del dio “profitto”, ove tanti bambini non possono scegliere di vivere.
Senza cibo per la pancia e la mente non vi può mai essere libertà!
L’essere umano ha necessità naturali, materiali e spirituali; ha bisogno di mangiare, bere, vestirsi, avere una casa, allo stesso modo della necessità di conoscere ed elevarsi nella più alta cultura.
Questa società viene incontro alle sue aspirazioni naturali?
La realtà da risposta negativa.
Di conseguenza cercare la libertà nel capitalismo è “cercar Maria per Ravenna”.
“Nella nuova società non c’era denaro.
Non c’erano quindi stipendi, non c’erano banche, assicurazioni, non c’era niente di collegabile al “vil denaro”.
Non c’erano più merci da vendere o da comprare, non vi erano, di conseguenza, prezzi, che determinavano il valore di una merce.
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava…
I programmi toccavano tutto lo scibile del sapere umano senza nascondere nulla della storia dell’umanità, affinché ognuno con il suo sapere liberamente raggiungesse la verità.”
Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero
Questa è libertà!
“Gli esseri umani sarebbero necessariamente liberi se fossero necessariamente uguali”, scriveva Voltaire.
“Sii dolce con te stesso;
hai diritto di stare al mondo.
Con tutte le ipocrisie,
le ingratitudini
e i sogni andati in fumo,
il mondo è ancora bello.
Metti uno specchio nell’anima
E lotta per essere felice!”
Scriveva un poeta anonimo.
Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!


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athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  06:01:57  Show Profile  Reply with Quote
Se lo vogliamo, possiamo essere felici!

“ Nella società borghese il lavoro vivo è soltanto un mezzo per aumentare il lavoro accumulato. Nella società comunista il lavoro accumulato è soltanto un mezzo per rendere più largo, più ricco, più progredito il ritmo di vita…”
K. Marx- F. Engels
Il manifesto del partito comunista.
Negli ultimi mesi i mass- media dedicano ampio spazio alla crisi. I pseudo economisti, pseudo centro studi e pseudo organismi di controllo si dilettano a fare previsioni sulla durata e sull’intensità. Sono gli stessi che fino a pochi mesi fa prevedevano il prezzo del barile petrolifero a duecento dollari, si sollazzavano nelle stime di crescita e che alzavano i tassi d’interessi per tenere sotto controllo l’inflazione. Se costoro fossero persone serie dovrebbero andare a nascondersi per la loro chiara incapacità. Invece continuano a fare le cassandre.
La crisi attuale è una crisi di sovrapproduzione. Si produce troppo rispetto alla domanda!
Se le conseguenze sono l’aumento della perdita di posti di lavoro, il conseguente incremento della disoccupazione e la crescita della miseria lo si deve essenzialmente all’ottica del profitto.
E’ assurdo che, mentre vi sono tanti prodotti nei magazzini, milioni di persone vedano le loro condizioni peggiorare e cadere nel baratro della povertà.
E’ assurdo, ma reale, poiché l’obiettivo del sistema non è garantire la vita all’umanità, ma accumulare profitti.
La dimensione dell’attuale realtà mostra ancora una volta che il capitalismo ha finito la sua opera progressista ed ha assunto una forma conservatrice e reazionaria, che fa solo da freno allo sviluppo umano.
Nell’attuale società la miseria e la povertà, non sono accidenti, ma sono insite nel processo di produzione e distribuzione del sistema, nel quale il capitale è un prodotto comune e può essere messo in moto solo dall’attività comune dei membri della società, ma l’appropriazione è oligarchica.
Se il capitale è un prodotto sociale, basterebbe trasformare la proprietà da oligarchica in comune per avere una società nuova. La dimensione nuova del carattere sociale della proprietà sarebbe la nascita di un mondo nuovo in cui ogni essere umano si appropria dei beni prodotti e della vita.
Questo bene prezioso che si può godere solo soddisfacendo i bisogni materiali e spirituali.
Essere per la vita vuol dire essere per l’eliminazione del dissidio tra produzione sociale ed appropriazione di pochi e voler donare ad ogni persona condizioni reali per vivere la sua esistenza. Dire di essere per la vita e per la libertà, mentre si accettano condizioni di estrema povertà, milioni di morti per fame e milioni di esseri umani sottoalimentati è pura ipocrisia.
“L’economia borghese non può né in genere impedire le crisi, né garantire il singolo capitalista da perdite, cattivi debitori e fallimenti e neppure garantire il singolo operaio dalla disoccupazione e dalla miseria.”
F. Engels
Antiduhring
Per questo motivo un’azione sociale per la costruzione di un mondo nuovo compiuta libererà ogni essere umano dal giogo bestiale della produzione per il profitto ed ogni persona potrà proporre e disporre della sua vita, usufruire dei mezzi per vivere, per godere la vita, per l’educazione e lo sviluppo di tutte le facoltà fisiche e spirituali in modo uguale ed in misura sempre crescente.
Mettiamo uno specchio nell’anima e lottiamo per essere felici!
Siamo tutti esseri umani e meritiamo una vita vera, libera, eguale e fraterna!
“Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso…”
Giuseppe Calocero
Il dolce sapore del cielo
Se lo vogliamo, possiamo essere felici!





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athena2010
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Posted - 06 Apr 2009 :  06:02:41  Show Profile  Reply with Quote
Chi lavora è sempre la panca delle tenebre!
Siamo in un periodo di flessione della domanda di beni. La conseguenza è che molte aziende decidono di ridurre la forza lavoro, pur di mantenere la loro redditività, ed altre, se il mercato non le premia, rischiano la chiusura, come d’altronde succede sempre nel capitalismo, anche quando i mercati vanno a gonfie vele. Chi vive del proprio lavoro, che negli ultimi quindici anni ha visto ridurre la capacità d’acquisto del proprio stipendio a favore di aumenti record dei profitti ed ha visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita per la reintroduzione di modelli d’impiego da anni cinquanta del secolo scorso, anche se il lessico è diverso, si trova ad affrontare situazioni ancora più d’insicurezza e di ansia per la paura, pubblicizzata a piene mani dai mass-media, del futuro. Chi non aveva lavoro vede le sue speranze di una vita migliore sempre più in calo. La vita, già dura prima, diviene ancora di più pesante da condurre. Si fanno vertici di ogni tipo, ma al di là della propaganda, le uniche discussioni sono su come continuare a perpetrare l’attuale sistema. Si danno milioni di dollari o euro alle banche, alle aziende, mentre per i lavoratori e le lavoratrici, che perdono il posto di lavoro o continuano a non averlo, c’è il nulla, spesso spacciato per qualcosa d’importante. Se qualcuno ancora s’illude che il capitalismo possa portare benessere per l’umanità intera ha la possibilità di riflettere sulle sue idee e, magari, comprendere che, pur importante e necessario nella storia, l’attuale sistema non potrà mai garantire la “vita” a tutti, ma a pochi, perché vivere non è solo “nascere“, ma poter soddisfare i bisogni materiali e spirituali, che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale o fatica a farlo o non ci riesce proprio. E’ inutile illudersi che Tizio o Caio al governo possano fare meglio di Sempronio, perché con sfaccettature diverse, a seconda dei momenti storici e degl’interessi che portano avanti, avranno sempre cura dei loro rappresentati, il profitto e la rendita. Chi lavora deve contare sulle sue forze, unirle, avere una strategia, che non può prescindere dal contrasto profitto-salario dell’attuale dimensione sociale, e puntare ad una società senza profitti e senza salario, dove tutti sono produttivi e tutti godono dei beni prodotti. Non avere la forza delle proprie forze unite è negativo da ogni punto di vista e fa sì che anche le organizzazioni sindacali possano difendere più gli sfruttatori che gli sfruttati ed essere collaterali all’azione dei governi della borghesia, pur rimanendo uno strumento essenziale per la difesa degl’interessi immediati di chi lavora. Se vogliamo sognare, dobbiamo liberare la nostra mente dalle ideologie, dai tabù, dalle superstizioni, dalle illusioni! Dobbiamo sognare con la mente libera e gli occhi aperti! Per esseri padroni di noi stessi, della natura , della libertà bisogna che siamo protagonisti nell’organizzazione sociale.Fin quando saremo spettatori, spesso neanche interessati, i nostri interessi, le nostre speranze, le nostre vite saranno altri a gestirle e ci tratteranno sempre come “l’asino di Buridano”.
“L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava. D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruire in abbondanza, anche oltre le necessità.”
Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
Non è un sogno! E’ possibile se siamo uniti allo stesso modo della borghesia rispetto al profitto. I rappresentanti dell’attuale potere economico possono litigare su tante cose, possono farsi anche le guerre, tanto non ci vanno loro, ma sul profitto sono e saranno sempre d’accordo. L’avvenire è nel presente!
“Noi non diciamo al mondo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi ti grideremo la vera parola d’ordine della lotta.”
K. Marx
Tutti i buoni borghesi… vi dicono che la concorrenza, il monopolio,ecc. come principio, cioè presi come pensieri astratti sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.”
K. Marx

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n/a
deleted

10270 Posts

Posted - 06 Apr 2009 :  09:25:29  Show Profile  Reply with Quote
ciao athena 2010, prima di tutto benvenuta/o fra noi!
Se sei tu Giuseppe Calocero puoi postare il tuo romanzo in questo forum suddividendolo in capitoli.
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Micol
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Italy
4442 Posts

Posted - 06 Apr 2009 :  09:58:04  Show Profile  Reply with Quote
Benvenuto/a
come già detto da Electra, conviene pubblicare il romanzo per capitoli.
Buona giornata
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becki
...

Italy
5387 Posts

Posted - 08 Apr 2009 :  15:28:54  Show Profile  Reply with Quote



Un comunismo leninista addolcito da un linguaggio
romantico che vorrebbe trasformare il mondo
in un nuovo eden dove la mela potrebbe rappresentare
l'unico punto dolente e dove chi sta sotto il sombrero
aspetta che venga sera per dividere la pagnotta
in ugual misura con quelli che se la sono sudata
sotto il sole o con i muscoli o con il cervello
o con tutti e due!....Il lavoro nobilita l'uomo e
gli permette di schiacciare con la suola delle sue scarpe
i parassiti che aspettano che arrivi sera.
Siamo nati diversi, siamo bianchi rossi e neri
e siamo belli e brutti e pure intelligenti e tonti,
siamo tanto diversi da sentire profondamente
che non potremmo mai essere uguali. ...
Solo i bimbi, i vecchi e i malati hanno bisogno
di uno sguardo speciale, gli altri provino
a non aspettarsi nulla come un diritto
ma molto come un dovere e a non piagnucolare
se non possono pagarsi a rata un nuovo telefonino
o pur anche un plasma o un LCD da 48 pollici!
Diffido sempre di tutti i propagandisti
di verità assiomatiche sulla pelle degli altri
e sulla divisione di beni che non hanno contribuito
a moltiplicare ma solo a dividere. Il periodo storico
non accetterà più compromessi sanguinolenti
tanto in auge nell’altro secolo
anche se girano ancora metastatiche escrescenze
di un morbo tanto deleterio e padre del genocidio
di venti milioni di concittadini.
Amen
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athena2010
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44 Posts

Posted - 25 Apr 2009 :  07:55:32  Show Profile  Reply with Quote
Un rapporto organico con la natura solo in un mondo nuovo.

L’essere umano può trasformare le società, può trasformare la natura nella sua vita biologica, ma non in quella geologica.
Nella dialettica della natura il movimento geologico ha tempi, che non hanno riferimento alcuno con quello biologico.
Affrontare con impegno scientifico e sociale i sommovimenti geologici richiede un’enorme quantità di lavoro scientifico e sociale, che solo un mondo nuovo, fondato sui comuni interessi può mettere in campo.

Nell’attuale realtà sociale si preferiscono giganteschi appalti di costruzione a normali appalti di manutenzione.

Le zone terremotate sono notoriamente sismiche, ma ciò non ha vietato che si costruisse in modo non sicuro per avere maggiori guadagni senza che fosse messo in campo qualsiasi forma di controllo, anche in costruzioni come l’ospedale, la casa dello studente, il tribunale, la prefettura.
Sembra che investire sulla sicurezza delle costruzioni non sia conveniente!
Questa realtà è il prodotto di una dimensione sociale dove gli esseri umani hanno interessi diversi, dove l’interesse del cittadino lavoratore non va d’accordo con gl’interessi del cittadino che vive di profitto e rendita.
Emerge inoltre da questa tragedia, che ha colpito migliaia di persone, causando la morte di circa trecento esseri umani, il fallimento del decentramento e che le regioni, le province, i comuni spesso non sono in grado di prevenire ed affrontare tali catastrofi, non sono in grado di garantire la sicurezza dei cittadini.
La realtà spesso è più forte delle chiacchiere!
La difesa civile dei cittadini richiede volontà, programmi a lunga scadenza, denari.
D’altronde nei maggiori paesi capitalisti vengono investiti miliardi di dollari per “la difesa civile”, mentre in Italia l’investimento più diffuso è una montagna di chiacchiere.
Eppure la storia di questa nazione è piena di catastrofi naturali, che accompagnate a buona parte del territorio di carattere sismico, dovrebbero mettere al primo posto la difesa civile dei cittadini e, di conseguenza, garantire la vita ad ognuno di essi.
Dopo ogni catastrofe si dicono, si scrivono mari di parole, ma poi tutto torna come prime, forse perché è più conveniente economicamente per alcuni.
E non è scandaloso, ma normale per questa società, che su qualche organo di stampa qualcuno già facesse i conti dei benefici dell’investimento nel dopo terremoto, nella ricostruzione, per tutta l’economia nazionale.
L’essere umano merita di più!
Merita di vivere nella soddisfazione dei suoi bisogni materiali e spirituali, merita che la vita gli sia garantita nella serenità, nella tranquillità, nella felicità.
Solo un mondo nuovo può realizzare queste legittime speranze.

Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!

“ Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non ne esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo.
Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.”

K. Marx

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athena2010
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Posted - 07 Jun 2009 :  07:38:52  Show Profile  Reply with Quote
La vita è bella! Ogni persona ha il diritto di goderla e di essere felice!

“Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento.
Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti , compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese.
Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio.
Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni.
Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50.
Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio.
Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche.
L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago.
Gli apologeti ipocriti del vecchio mondo della difesa dell’infanzia non si scandalizzeranno certo nel sapere che nella loro realtà cinquanta milioni di bambini muoiano ogni anno per fame e che milioni di essi vengano impiegati nel lavoro in tenera età, mentre dovrebbero trascorrere il tempo nel gioco e nello studio.
Indicono convegni, pronunciano discorsi, ma non fanno alcunché per superare queste piaghe. Se veramente lo volessero, dovrebbero essere con noi, non contro.
La verità è che perseguono solo il Guadagno.
La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. A costui è strettamente collegato il Centro medico specialistico e il Centro analisi, che segue, al massimo, 5000 pazienti.
Abbiamo ogni 5000 abitanti un Centro ospedaliero e, in casi di necessità, un Centro anche in città con meno abitanti…
I trasporti sono totalmente gratuiti, perché alla base della nostra convivenza esiste il concetto che ogni persona ha il dovere di dare il proprio contributo alla produzione sociale ed ha il diritto di usufruire di ogni bene prodotto socialmente.
La scuola, gratuita, è una palestra conoscitiva e non una gara a premi ed è un’ approfondimento culturale continuo, anche durante l’attività lavorativa, poiché ci adoperiamo per fare in modo che ogni essere umano utilizzi al massimo la sua mente e si elevi nella conoscenza.
Non vogliamo il triste primato della vecchia società, dove, secondo alcuni scienziati, il massimo utilizzo della mente umana non raggiunge che il misero risultato del 5 %.
L’informazione è libera e rappresenta un vero mezzo di conoscenza per la formazione di un libero pensiero, non è uno strumento di manipolazione e controllo delle menti per asservirle, come avviene nel vecchio mondo.
Lo sport è praticato per puro spirito di piacere, di salute, di godimento della bellezza di un gesto tecnico, non è un affare come ogni cosa nel vecchio mondo.
L’amministrazione della società è elettiva ad ogni livello e serve ad amministrare i servizi di carattere sociale.
Non entra mai nella sfera privata delle persone, non impone, non condiziona, non determina cosa sia giusto o cosa non lo sia…
Non esistono nella nostra realtà vari corpi di polizia, perché sono i cittadini a difendere se stessi e la loro società…
La nostra società ha i suoi cardini nel concetto: “ Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità”.

Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero

La vita è bella! Ogni essere umano ha il diritto di goderla e di essere felice!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!

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athena2010
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Posted - 27 Jul 2009 :  06:04:29  Show Profile  Reply with Quote
Una vita …inimmaginabile.

“ Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame;
che i bambini morissero per mancanza di cibo.
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali, che ci fossero le guerre, che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;
che un liquido brutto e nero fosse così importante.
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali,
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto, che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
che un malato dovesse pagare per essere curato;
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie, che un laureato non trovasse occupazione, che si lavorasse o non si lavorasse a segmenti;
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del Guadagno e nascondesse la verità; che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
che si andasse in pensione, ormai vecchi, e, dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti; che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
che chi praticasse sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi, che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
che ci fossero le banche, le assicurazioni.
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati di affare e, anche, di bande criminali.
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse
e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
I figli della nuova epoca non osavano creder, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità!”

Il dolce sapore del cielo

Giuseppe Calocero

La vita è bella!

Solo liberandoci dalle catene materiali e spirituali della dimensione sociale in cui viviamo e costruendo un “Mondo Nuovo” possiamo goderla in tutto il suo splendore!


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athena2010
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Posted - 12 Aug 2009 :  06:11:01  Show Profile  Reply with Quote
Niente di nuovo alla luce del sole del capitalismo…


“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono sempre lo stesso vestito per settimane.
Si costruiscono baracche nelle periferie.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittato a caro prezzo appartamenti fatiscenti, si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina davanti alle chiese.
Donne e uomini anziani invocano pietà con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

Dalla relazione dell’ispettorato per l’immigrazione al Congresso americano sugli immigrati italiani.
Ottobre 1912
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athena2010
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Posted - 01 Oct 2009 :  06:09:48  Show Profile  Reply with Quote
Per miliardi di esseri umani questa società è un inferno.
La società in cui viviamo, che i capitalisti, i mass-media, i pennivendoli, i comitati di affari ed i loro rappresentanti, i venditori di ideologie decantano come la migliore e la meta massima, a cui poter aspirare, è un paradiso per pochi ed un inferno per molti.
I fatti dicono che
più di un miliardo di persone sono sottoalimentate e che milioni di esse muoiono ogni anno di fame, tra cui 50 milioni di bambini;
la libertà, intesa come soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali, per miliardi di esseri umani è un miraggio;
l’uguaglianza sociale e la giustizia sociale sono solo parole vuote, senza alcun aggancio con la realtà;
la donna è calpestata nel suo animo e nella sua intelligenza;
vi sono guerre e lotte civili, che vedono ogni anno milioni di morti, tra cui molte donne e bambini;
alla base del pensiero umano domina, visto che le idee dominanti sono quelle della classe dominante, l’individualismo, l’egoismo, l’ipocrisia ed ogni individuo crede di pensare solo ai suoi interessi ponendosi contro tutto e tutti e non si accorge che attua il piano di chi vive dello sfruttamento dei propri simili.
Questa non è una società, ma una giungla!
Vi sono regole, ma servono solo a preservare i forti ed i loro interessi, mai i più deboli.
Oggi va di moda l’ideologia: “La crisi è finita.” o “ La crisi sta per finire.”
Ci sarebbe da discutere su queste affermazioni, ma anche se fosse vero, per tante persone si prospettano licenziamenti, disoccupazione, miseria e per chi non viene espulso dal ciclo produttivo più ritmi e carichi di lavoro, perdita di diritti, salari da fame.
Sono gli stessi capitalisti e i loro economisti ad affermarlo.
Per chi lavora è sempre crisi in questo sistema!
Dal 1992 al 2007 le aziende di ogni settore hanno raggiunto quote record di profitti, nello stesso periodo i lavoratori hanno visto ridursi il potere d’acquisto delle buste paga, hanno visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita, hanno visto precarizzare il mercato del lavoro, hanno visto allungare il periodo di lavoro prima di poter accedere alla pensione, che ogni lavoratore si paga da solo con i contributi versati nella sua vita lavorativa.
Tutto ciò con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, e il sindacato è uno strumento di chi lavora se guidato dai lavoratori, dirette da opportunisti che mai osano mettere in discussione il profitto.
La realtà mostra come sia in periodi fortemente positivi sia in periodi meno positivi chi lavora è soggetto a sfruttamento, bassi salari, disoccupazione, miseria, e mai è libero di soddisfare le sue necessità e di essere felice, mai è libero di poter scegliere, di poter prendere una decisione, viste i cappi reali ed ideologici che questa realtà sociale riesce a produrre.
Eppure i produttori di benessere, insieme all’esercito di riserva dei disoccupati, sono la maggioranza nel mondo e potrebbero facilmente porre le istanze di un mondo nuovo solo che fossero organizzati!
I capitalisti possono litigare, farsi le guerre di ogni tipo, ma non sono mai in disaccordo sul fatto che devono avere il profitto.
Chi lavora dovrebbe trovare unità d’intenti almeno su lavoro e salario e non lasciarsi turlupinare da obiettivi della classe dominante che mirano ancora di più a dividere ed ad imperare.
Sulla difesa del lavoro e del salario si può costruire una difesa forte e compatta delle condizioni di vita e di lavoro nella dimensione sociale attuale.
Sulla costruzione di una forte coscienza della realtà socio-economica in cui viviamo e sull’unione di menti e cuori, che vogliono essere persone e non cartoni animati, si può sognare un mondo nuovo alla cui porta d’ingresso sia scritto in caratteri cubitali:
“ DA OGNUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’, AD OGNUNO SECONDO LE SUE NECESSITA’.”


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athena2010
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Posted - 22 Oct 2009 :  14:06:00  Show Profile  Reply with Quote
La storia non si ferma.
Il presidente del consiglio, On. Silvio Berlusconi, parlando alla festa del PDL il 27.09.09 ha affermato: “ Io sono il popolo”.
Non tenendo conto che il centrodestra ha avuto circa un terzo dei voti dell’intero corpo elettorale ed il presidente del consiglio il 9%, e quindi che è minoranza rispetto agli aventi diritto al voto, tale affermazione si scontra con una realtà sociale divisa in classi, nella quale gl’interessi sono diversificati e contrapposti, e si mostra non concreta ed astratta, visto che gl’interessi del capitalista non coincidono mai con quelli del lavoratore, non potendo andare d’accordo profitto e salario, e si pone nell’ottica dell’ideologia dominante di unificare gl’interessi anche quando essi non potranno mai coincidere. Ne è dimostrazione l’ultima fase economica, ancora in corso, che ha visto regalare alle banche ed alle imprese decine di trilioni di dollari, ma che non trova qualche miliardo di dollari per garantire un salario ai milioni di disoccupati, che ogni giorno accrescono il panorama internazionale. Le banche e le aziende vengono sempre aiutate, i lavoratori e le lavoratrici devono eternamente arrangiarsi! “Noi dureremo per sempre!” Ha ancora affermato l’On. Silvio Berlusconi, riferendosi certamente alla sua persona, innanzitutto, ed alla sua coalizione, ma nell’inconscio non prendendo neanche in considerazione che il capitalismo è solo una fase della storia umana, come lo sono state altre situazioni storiche. Certamente nella situazione contingente è aiutato nella funzione di presidente del consiglio dall’opposizione, che vorrebbe dimostrare di poter fare meglio di lui gl’interessi del sistema Italia, ma non ci riesce, dal sindacato, diretto da burocrati al servizio del profitto, che fa di tutto per indebolire ulteriormente la classe lavoratrice, dalla chiesa, che dimenticando la filosofia dei Vangeli, si mostra, ancora una volta, attenta al potere temporale.
Ma il capitalismo non è eterno ed è solo di passaggio! L’ultima frontiera dell’umanità è il comunismo. Non quello propagandato dallo stesso presidente del consiglio, dalla finta opposizione, dai mass-media dell’ex Unione Sovietica, ove il tentativo non riuscito, per la mancata rivoluzione in altri paesi europei, di realizzare una società socialista ha dato sbocco ad un normale sistema capitalistico, ove regnava, come in ogni capitalismo, il profitto. Il tentativo di spacciare il sistema sovietico per comunismo serve a cercare di allontanare gli esseri umani da un’idea di società dove “ogni essere umano da secondo le sue capacità e riceve secondo i suoi bisogni”. Dimenticando che gli embrioni del comunismo ci sono già nel capitalismo, come ogni società precedente aveva gli embrioni di quella seguente. La storia però non si ferma. Essa va avanti e mostra sempre più un sistema capitalistico che ha fatto il suo tempo ed è solo di freno allo sviluppo delle attività produttive, a quello sociale, a quello umano. Il comunismo non è speranza, è certezza scientifica!
Non caschiamo perciò nell’abbattimento perché la vita non ci sorride come vorremmo, non caschiamo nella sottomissione dell’inerzia, dell’apatia, della sfiducia negli altri ed in noi, ma più la vita è dura è più, sapendo che il motivo è da ricercarsi nell’attuale sistema socio-economico, cerchiamo di conoscere e nella conoscenza trovare le energie per unire i cuori e le menti di chi vive nel presente e che vuole un futuro. Solo così possiamo lottare per un mondo senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in cui ogni essere umano possa veramente sentirsi tale e non un numero, un oggetto.
“Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento. Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti, compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese. Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio. Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni. Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50 anni. Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio. Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche. L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago…La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. Abbiamo ogni 50000 abitanti un centro ospedaliero e, in caso di necessità, un centro anche in città con meno abitanti…L’amministrazione… non entra mai nella sfera privata delle persone…”
Da “ Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
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athena2010
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Posted - 07 Nov 2009 :  14:30:38  Show Profile  Reply with Quote
Il comunismo è libertà!
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di solito, quando vuole recare offesa a qualcuno lo apostrofa con l’aggettivo comunista. Tutta la propaganda borghese ha inculcato nelle menti delle persone, soprattutto negli ultimi anni, che il comunismo è uguale al fascismo ed al nazismo, anzi peggio. Hanno contribuito a questo falso dottrinario, storico, culturale le organizzazioni ed i rappresentanti di queste che si dichiaravano comunisti e tali erano solo nelle dichiarazioni. Gli esempi di comunismo che vengono portati sono l’Unione sovietica di Stalin, la Cina di Mao, Cuba ed altre esperienze di governo medie e piccole dove è regnato o regna il controllo dello stato sull’economia, ma che nulla hanno avuto od hanno a che fare con il comunismo, essendo varianti del sistema capitalistico.
Perché questa propaganda di massa di falsificazione della storia e della cultura politica?
Perché la borghesia sa bene che l’unico avversario vero, radicato nel suo stesso ventre economico e nelle sue contraddizioni, al suo sistema di sfruttamento di miliardi di persone è la teoria comunista.
“Noi ci chiamiamo comunisti. Che cos’è un comunista? Comunista è una parola latina. Comunista deriva dalla parola comune. La società comunista significa: tutto in comune, la terra, le fabbriche, il lavoro. Ecco cos’è il comunismo.”
Lenin “ I compiti delle associazioni giovanili”
Il comunismo è questo non altro. In quale situazione questa dimensione economico-sociale ha preso piede? Ad eccezione del comunismo primitivo, agli albori dell’umanità, quest’esperienza non si è ancora mai realizzata.
La rivoluzione russa del 1917, di cui ricorre in questi giorni il 92° anniversario, è stato un tentativo grandioso, il più grande tentativo dopo la Comune di Parigi, di eliminare le classi, ma, causa le mancate rivoluzioni negli altri paesi europei, esso è fallito. Lo stalinismo rappresentò la controrivoluzione borghese ed infatti annientò tutti i comunisti travestendoli da traditori della patria, da ebrei, da nemici del bene pubblico. Lo stalinismo come il nazismo ed il fascismo rappresentarono la centralizzazione del potere politico per l’obiettivo di concentrazione economica delle borghesie da essi rappresentate.
Queste forme di potere politico non sono altro che l’altra faccia della medaglia del capitalismo, utili come la forma democratica in certi momenti storici.
Cercare di fare spregio del comunismo, fin dalla parola, è certamente interesse della borghesia, ma questo non vuol dire che ancora oggi non vi siano miliardi di persone che anelano al sistema descritto da Lenin. Vi sono e crescono sempre più. Così come crescono in quantità e qualità coloro che sempre più si temprano nel quotidiano del capitalismo ed alle fonti del marxismo di quella scienza pratica che porta alla coscienza.
La borghesia ed i suoi megafoni sparlano del comunismo perché hanno paura che le menti comprendano il suo grande imbroglio, basato sul profitto e sullo sfruttamento, sulle guerre, sulle morti per fame e miseria di adulti e bambini, sulla ricchezza di pochi e la miseria di molti, sulla negazione dell’essenza della dignità umana, il diritto a vivere ed a vivere serenamente.
E’ un’azione di spregio interessata.
Le menti libere e non schiave delle idee delle classi dominanti, le menti che ogni giorno cercano di essere libere nella conoscenza non cascano nel tranello, basato sull’ignoranza e l’imbroglio e lottano per un mondo nuovo e migliore.
Solo il comunismo può liberare l’ umanità dalle catene e dalle miserie del capitalismo e dare il benessere a tutto il genere umano!
“Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio. Riconosce perciò, finchè il dissidio permane, che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è un a necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli operai.”
F.Engels “ La situazione della classe operaia in Inghilterra
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athena2010
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Posted - 11 Dec 2009 :  15:30:40  Show Profile  Reply with Quote
La democrazia è il sistema dei capitalisti, il comunismo del genere umano.
La democrazia viene decantata come la migliore organizzazione sociale, in cui l’essere umano possa vivere la vita pienamente. Sicuramente è il miglior involucro per il capitalismo e per coloro che vivono sul profitto, per la stragrande maggioranza del genere umano è una rincorsa continua alla ricerca della soddisfazione dei propri bisogni materiali.
Nel mondo più di un miliardo di persone soffre la fame ed ogni diciassette secondi un bambino muore di fame.Basterebbe questa realtà per dire che il capitalismo, necessario nello sviluppo storico dell’umanità per la frontiera di forme economico-sociali superiori, per affermare che il sistema attuale, qualsiasi forma assumi, più libertaria o dittatoriale, non è la società di cui l’umanità ha bisogno.Sempre più esso appare agli occhi dei cittadini del mondo nudo nelle sue ideologie di libertà, uguaglianza, benessere per tutti, giustizia e si mostra nel sua cruda dimensione di società in cui i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.La “crisi”, di cui tanto si è parlato, ha messo in risalto ancora una volta che i governi dei vari paesi e le organizzazioni internazionali rappresentano gl’interessi del profitto.Sono stati messi in campo fiumi di denaro per aiutare le banche e le imprese che, a parte la normale selezione della lotta economica, hanno portato a far sì che i profitti non diminuissero. Per i milioni di lavoratori e lavoratrici che perdono o perderanno il posto di lavoro i governi hanno riservato le briciole, per lo più dei casi, finanziate dagli stessi lavoratori.Questa non è democrazia, intesa come libertà dai bisogni materiali e spirituali, uguaglianza reale, fratellanza, giustizia vera, ma è dittatura del capitale.
“La libertà materiale e la libertà spirituale sono intimamente legate l’una all’altra. La civiltà presuppone uomini liberi, perché soltanto da uomini liberi essa può venire concepita e realizzata.”
Albert Schweitzer
Rispetto per la vita
Senza cibo per la pancia e per la mente non vi potrà mai essere libertà, figuriamoci la civiltà!
E’ solo enunciazione!
“Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo.”
Affermava Goethe ne “ Le affinità elettive”
Nell’attuale società l’autonomia, l’emancipazione, la libertà sono dovute allo “schiavo giallo”, il denaro, così battezzato da Shakespeare, che affermava:” Questa prodigiosa materia è capace di rendere nero il bianco, bello il brutto, diritto il torto, nobile il basso, giovane il vecchio e valoroso il codardo.”E il fatto stesso che “lo schiavo giallo” esista fa sì che non esista libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia, pace per il genere umano, ma solo asservimento, disuguaglianza,odio ed ipocrisia, ingiustizia, guerre.In questa società il puro e semplice avere un lavoro è un privilegio molto grande, ma partecipare all’attività produttiva dovrebbe essere un diritto, così come avere una casa, poter conoscere, poter vivere senza condizionamenti e costrizioni varie.
Molte persone nella situazione attuale non sono contente della vita in questa società, si allontanano dai partiti borghesi, dalle associazioni sindacali, si rifugiano nell’egoismo, nell’individualismo,nel razzismo, pensando di difendere meglio le proprie esigenze, ma non fanno altro che rafforzare il capitale.Per lottare per una vita nuova bisogna invece unire le forze, perché il numero è la nostra arma più grande, indebolire le frazioni borghesi all’interno dei movimenti sindacali, ponendo come obiettivi immediati la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per contrastare la disoccupazione, e il salario garantito per chi perde il lavoro.
Le crisi se le paghi il capitale, non le paghino i lavoratori e le lavoratrici!
Ma se vogliamo un mondo nuovo dobbiamo costruire l’unità dei cittadini e lavorare per una dimensione sociale senza profitto e senza salario.
“Le forze obiettive ed estranee che sinora hanno dominato la storia passano sotto il controllo degli uomini stessi. Solo da questo momento gli uomini stessi faranno con piena coscienza la loro storia, solo da questo momento le cause sociali da loro poste in azione avranno prevalentemente, e in misura sempre crescente, anche gli effetti che essi hanno sempre voluto. E’ questo il salto dell’umanità dal regno della necessità al regno della libertà”.
F. Engels “ Antiduring


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athena2010
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Posted - 21 Jan 2010 :  16:57:22  Show Profile  Reply with Quote
Una causa di tutta l’umanità.
Ogni giorno di più, mentre rappresentanti “colti” della classe dominante e illustri e meno illustri esponenti dell’opportunismo, cercano di convincere il genere umano e le classi subalterne che l’attuale sistema sia il “non plus ultra” per l’umanità e che non c’è alternativa al capitalismo, seppur migliorabile, appare chiaro agli occhi di ogni persona che queste teorie sono solo false rappresentazioni della realtà. La ricchezza continua a crescere di pari passo con l’aumento della povertà, dei senza lavoro, dei senza casa, dei morti per fame, compresi milioni di bambini, dei periti in guerre. Aumentano le persone che non riescono a soddisfare i propri bisogni, i sottoalimentati, gli sfruttati, coloro che non vivono la vita nel suo splendore, ma cercano solo di sopravvivere. Per chi lavora il ritorno a prassi legali e contrattuali di un secolo fà, seppur con nomi nuovi, rende il rapporto con la produzione sempre più schiavistico, con il consenso silenzioso delle dirigenze sindacali. Si espandono le ideologie razziste e si vede il nemico nell’immigrato e di chi ha un colore diverso della pelle, chiudendo gli occhi di fronte alla vera causa della misera vita che si conduce: il profitto ed il sistema su cui esso si basa.
Sembra forte il capitalismo e non si accorge della sua fragilità, del suo essere solo di passaggio per la vera frontiera dell’umanità: Il comunismo.
Lo sviluppo delle forze produttive è ormai tale da permettere un’economia amministrata direttamente dai produttori e senza proprietà privata, eliminando il disordine economico, lo spreco, il parassitismo ed assicurando il benessere a tutti.
Il comunismo è una causa di tutta l’umanità perché mira ad una civiltà superiore, che darà ad ognuno secondo i suoi bisogni e riceverà da ciascuno secondo le sue capacità.
I “soloni” della classe dominante e dell’opportunismo sbraitino pure contro questa dottrina sociale, spaccino pure capitalismi di stato come quello sovietico, cinese per comunismo, non riusciranno mai a togliere dall’animo di tante persone la speranza ed il sogno di una nuova era socio-economica, per il semplice fatto che è la stessa società attuale a produrre idee, lotte, azioni per il “Mondo Nuovo”.
“ …vogliamo uno stato al servizio dei cittadini…che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria…che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport…che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, che faccia tutto quello che serva per elevare la mente e lo spirito delle persone…ove è d’obbligo lavorare e studiare, nei modi che saranno ritenuti più coerenti in base allo sviluppo economico-sociale.
Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero
Noi vogliamo che la vita di ogni persona sia garantita dalla gestazione alla morte in modo concreto, non propagandistico, come accade nell’attuale dimensione sociale.
“La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa; e quanto più sarà completa, tanto più rapidamente diventerà superflua e si estinguerà da se.”
Stato e rivoluzione
Lenin
Viviamo serenamente e con fiducia la nostra vita aprendoci ad essa e non chiudendoci in noi stessi, protagonisti e non spettatori di un confronto politico costruito sulla pelle di chi lavora per dare ai ricchi sempre di più ed agli sfruttati sempre di meno.
Culliamo nei nostri cuori la fiammella della speranza e del sogno di una vita nuova, aprendoci ai nostri simili, al di là della razza, del colore, perché la colpa delle miserie è del sistema del profitto, costruendo insieme un futuro nuovo e migliore.
Un mondo nuovo nel comunismo è possibile! Il comunismo è una causa di tutta l’umanità!

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athena2010
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Posted - 06 Mar 2010 :  15:01:36  Show Profile  Reply with Quote

Mentre diceva queste parole, chissà perché le venne in mente
la poesia di un poeta anonimo.
Va’ pure tranquillo
nel frastuono di questa vita frenetica,
ma pensa quanta pace
può esserci nel silenzio.
Con dignità,
senza compromessi,
fai di tutto per andare
d’accordo con chi ti sta vicino.
Di’ la tua verità
in modo chiaro e sereno
e ascolta gli altri:
anche se sciocchi o ignoranti
anche loro hanno
una storia da raccontare.
Evita chi è aggressivo
o chi parla troppo forte,
perché opprime il tuo spirito.
Se ti paragoni agli altri
puoi diventare presuntuoso
o invidioso;
mettiti uno specchio nell’anima;
ci sarà sempre
chi è più in alto
o più in basso di te.
Impegnati nel tuo lavoro:
per umile che sia,
è la sola cosa vera
nel gioco delle alterne fortune.
Sii cauto negli affari:
il mondo è pieno di inganni;
ma non essere cieco
di fronte alla vera onestà:
c’è molta gente che lotta
in nome di alti ideali
e c’è eroismo un po’ dovunque.
Sii te stesso. Sii te stesso.
Soprattutto non fingere affetti,
ma non essere cinico in amore,
perché, malgrado le amarezze e le delusioni,
l’amore è la forza prima
che anima l’universo.
Accetta il passare degli anni
e abbandona senza rimpianti
le smanie della gioventù.
Abitua il tuo spirito
a essere forte
perché ti sorregga
nelle improvvise avversità
e non fare drammi su cose
che non esistono:
le paure nascono solo
dalla stanchezza e dalla solitudine.
Sii dolce con te stesso:
hai diritto di stare al mondo.
Con tutte le ipocrisie,
le ingratitudini
e i sogni andati in fumo,
il mondo è ancora bello.
Metti uno specchio nell’anima
e lotta per essere felice!
Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
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athena2010
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Posted - 01 May 2010 :  08:14:55  Show Profile  Reply with Quote
Lottare per una vita senza necessità!
In tutte le nazioni, cosiddette democratiche, aumentano le astensioni nelle tornate elettorali. In molti casi la percentuale di chi si reca alle urne sugli aventi diritto è meno della metà. Milioni di elettori non credono più al rito del voto. “Una testa, un voto” è solo una bella frase. Chi detiene i mezzi di comunicazione di massa condiziona le idee e quindi anche il voto.
“Nel capitalismo le idee dominanti sono quelle della classe dominante.” Scriveva Marx.
L’aumento dell’astensionismo al voto va di pari passo con l’aumento della miseria della classe lavoratrice. Aumenta la disoccupazione, si riducono gli stipendi in tema di potere d’acquisto. Peggiorano le condizioni di lavoro e di vita di chi lavora in un contesto di più doveri e meno diritti.
Donne ed uomini, giovani ed anziani della classe lavoratrice si trovano a dover affrontare un’esistenza molto dura nella ricerca di vivere una vita normale.
In questo percorso vengono sballottati a destra ed a manca dalla realtà ed a volte se la prendono con il governo, con i partiti, con i sindacati; altre volte con i colleghi, con gl’immigrati, con la moglie, con i figli. Non cercano mai di guidare il proprio vivere. Sono sempre asserviti a volontà o situazioni esterne.
Tanti ce l’ hanno con il mondo intero, ma, non mettendo in campo le loro volontà, non si rendono conto che sono la stampella di situazioni che vorrebbero superate.
Si bruciano speranze e sogni!
Nella storia però nulla è definitivo! Nulla è assoluto! Nulla è sacro!
Tutte le cose mostrano la loro caducità ed esiste solo il processo ininterrotto del divenire e del perire.
In questo processo ed in una società dove regna la necessità non soddisfatta gli esseri umani fanno la storia!
La società va considerata un organismo vivente in continuo sviluppo, regolato dalla nascita, dall’esistenza, dalla morte e dalla sostituzione da parte di un organismo superiore.
Marx ed Engels hanno sviluppato il materialismo. Hanno fatto progredire questa scienza nell’applicazione nel campo delle scienze sociali. Hanno dato valore scientifico allo studio ed all’analisi dei rapporti socio-economici nel capitalismo.
Hanno dato valore scientifico ad una speranza, ad un sogno!
Marx non si limitò alla sola teoria economica. Egli spiegò la struttura e l’evoluzione di una data formazione sociale basandosi sui rapporti di produzione, ma investigò pure le sovrastrutture corrispondenti.
La scienza marxista mostra che la realtà capitalistica è viva in ogni aspetto quotidiano; nella manifestazione concreta dell’antagonismo delle classi inerente ai rapporti di produzione; nella sovrastruttura politica borghese che protegge il dominio della classe dei capitalisti; nella propaganda, a livelli di sola enunciazione, delle idee borghesi di libertà, uguaglianza, giustizia; nell’intervento delle strutture religiose in questioni varie, in modo da cercare di controllare, più che le anime, i cervelli.
Questa società non è eterna! E’ nata per bisogni storici e sparirà per gli stessi bisogni!
I partiti borghesi cercano di attenuare il contrasto capitale-lavoro salariato per trasformarlo in armonia. Ma, al di là delle forme, il contenuto rimane sempre uguale. Rimane una società di profitto e salario, di ricchi e poveri.
L’azione di rappresentanti politici e letterari della classe dominante, tesa a camuffare la realtà ed a privilegiare il profitto, non è la politica di chi lavora; è la politica dei capitalisti.
E’ semplice, senza coscienza della realtà economico-sociale, cadere nelle illusioni di lavoro e ricchezza dei magliari della politica borghese, ma è anche facile trovarsi poi nelle disillusioni della realtà che non cambia, che anzi peggiora.
Il respiro dell’aria bella della conoscenza porta a capire gl’inganni quotidiani che vengono propinati alle classi lavoratrici. Il respiro della scienza marxista ci da la capacità di vedere reali i nostri sogni di una vita senza necessità. Il respiro del comunismo ci trasporta ad assaporare il cielo.
Lottare per una vita senza necessità è ricercare la libertà di vivere!

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athena2010
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Posted - 01 May 2010 :  08:15:45  Show Profile  Reply with Quote



Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
Ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
Chi non cambia la marcia, chi non rischia
E cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
Il nero sul bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
Proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
Quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
Quelle che fanno battere il cuore
Davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
Chi è infelice sul lavoro,

Chi non rischia la certezza per l’incertezza,
Per inseguire un sogno,
Chi non si permette almeno una volta nella vita
Di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
Chi non ascolta musica,
Chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
Chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
Della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto
Prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
Chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
Ricordando sempre che essere vivi
Richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
Del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
Al raggiungimento di una splendida felicità.


Chi muore
Martha Medeiros

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athena2010
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Posted - 15 Jun 2010 :  15:24:26  Show Profile  Reply with Quote
L’umanità merita una vita vera.
La situazione critica dal lato economico-finanziario della Grecia e di altri Paesi dell’area euro ed i contraccolpi, che sono seguiti sui mercati finanziari con l’indebolimento della moneta, mostra ancora una volta da un lato che, quando si tratta di salvaguardare gl’interessi economico-finanziari della borghesia, i soldi ci sono, e che dall’altro lato a pagare sono sempre coloro che vivono del loro stipendio.
In Grecia la classe lavoratrice è stata colpita duramente con tagli agli stipendi ed ai diritti pensionistici e di difesa del lavoro.
In tutta l’area euro, nonostante il calo degli stipendi degli ultimi anni, insieme a minori diritti sul lavoro e sulle pensioni, ci si appresta ad aggravare la condizione dei lavoratori.
Non paga la borghesia e la piccola borghesia, base di massa del sistema, in cui si annida grande quantità di evasione fiscale, ma ancora una volta la classe lavoratrice.
La democrazia borghese mostra ancora una volta quali interessi rappresenta. Mostra sempre più in modo chiaro che per chi lavora vi sono sempre sacrifici sia che l’economia vada bene sia che soffra.
La democrazia borghese rappresenta il capitale e ne cura gl’interessi!
Chi vive del proprio lavoro ha sempre più realtà per capire che la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la fratellanza, l’amore nel sistema odierno sono solo parole al vento.
L’umanità non supererà mai nella condizione odierna la necessità di soddisfare i propri bisogni, ma l’acuirsi della lotta tra borghesie accentuerà il disagio e le tragedie.
Il comunismo è attuale!
La speranza di un mondo diverso, nuovo, che soddisfi i bisogni del genere umano, trova possibilità di realizzazione solo nel comunismo.
Essere contro il comunismo in modo consapevole o inconsapevole significa essere contro la libertà di vivere, contro la vita.
Essere per la vita significa innanzitutto mettere in condizione l’umanità intera di poter soddisfare i propri bisogni materiali e spirituali. Vuol dire dare a tutti la possibilità di godere dei beni prodotti socialmente con il lavoro. Niente più ricchi e niente più poveri!
Solo esseri umani che collaborano dal lato sociale alla produzione dei beni e ne possano godere in modo uguale.
La vita è bella!
Questo sistema però non permette a miliardi di persone di goderla in tutto il suo splendore ed il paradosso è che coloro che se la godono da ogni punto di vista ci tengono lezione sull’austerità e sui sacrifici necessari.
Siamo stufi di fare sacrifici!
Chi vive del proprio lavoro fa sacrifici fin da quando è nel grembo materno!
Siamo stufi di ascoltare lezioni di vita da miliardari e da chi li serve!
Noi possiamo dare insegnamenti a lor signori!
La cancelliera tedesca, che con i suoi tentennamenti ha permesso che la situazione greca, insieme a tutta l’area euro, si aggravasse, non paga dazio.
Chi lavora, se sbaglia, paga sempre. Spesso duramente.
C’è bisogno di comunismo!
C’è bisogno di una società di eguali, che metta al centro l’essere umano e le sue necessità!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
I tempi duri, che stanno per sopraggiungere nei prossimi anni, porteranno possibilità enormi di organizzazione della classe lavoratrice e di chiarezza di obiettivi, non più limitati al presente, ma al futuro come ultima frontiera dell’umanità.
La storia porterà nuove occasioni. Ci metterà davanti a percorsi straordinari da poter intraprendere. Noi dobbiamo essere presenti con la passione per una realtà di vera libertà, vera uguaglianza, vera giustizia, vera fratellanza e con l’ideale di una vita vera e meravigliosa per tutto il genere umano.

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athena2010
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Posted - 03 Oct 2010 :  18:23:06  Show Profile  Reply with Quote
“Portiamo avanti le lancette del tempo!”

Nell’assemblea degli azionisti Fiat del 16.09.2010 l’amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne, in merito agli obiettivi dell’azienda di realizzare in ogni sito produttivo le condizioni organizzative, normative, salariali del diktat di Pomigliano, alla fine ha dichiarato: “ Portiamo avanti le lancette del tempo!”
Ricordiamo che il dettame dello stabilimento G.Vico, oltre a prevedere la nascita di una nuova società, immagina un rapporto di lavoro in cui i diritti sindacali e dei lavoratori vengono pesantemente colpiti, tanto da essere in realtà un ritorno ai metodi di lavoro della seconda metà dell’800.
La disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici s’inserisce in questa cornice.
Se per Marchionne questo è il “dopo Cristo”, la storia dimostra che è un “avanti Cristo” con tutti i crismi.
Il modo di esprimersi dell’amministratore Fiat è in linea con quello dei parolai dei partiti parlamentari, dei sindacati, dei mass-media in generale.
Si parla di riforme e si attuano restaurazioni, si favella di futuro e si torna al passato, si dice di volere la vita ed intanto si creano le condizioni per le morti, vedi la sicurezza sul lavoro.
La realtà è chiara, nonostante la nebbia delle chiacchiere e delle ideologie. Borghesi, partiti parlamentari, sindacati, mass-media sono tutti schierati contro le lavoratrici ed i lavoratori per cercare di estrarre più plusvalore possibile. I dati sulla crescita mondiale e sui profitti di banche ed imprese mostrano come la crisi è solo per chi lavora, non certo per altre classi sociali.
In Italia nell’ultimo decennio, quello di Berlusconi e Bossi, a cui hanno dato una mano robusta opposizioni e sindacati, le condizioni di vita e di lavoro sono nettamente peggiorate. Meno diritti, meno salario, più precariato, più disoccupazione, più povertà, oltre che insinuanti caratteri ideologici e pratici d’ideologia fascista.
“Portiamo avanti le lancette del tempo!” Non come intende Marchionne, che vuole addirittura abolire l’orologio della storia, ma nel senso di lavorare e lottare per superare le classi ed i suoi conflitti, per avere un mondo libero dai bisogni, di eguali nella diversità, di vera giustizia sociale.
“Scopriamo l’avvenire del presente e lanciamo l’umanità su una via nuova!”

Il caldo respiro della speranza
“Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo!
Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti.
La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario.
Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore.
Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione.
Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale.
La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative.
Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico.
Tutti devono partecipare al processo produttivo…
Tutti devono avere una casa…
Tutte le aziende saranno di proprietà sociale…
Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa.
Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private.
Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole…
Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo.
Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.”

Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza

Questo è portare avanti le lancette del tempo!
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athena2010
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Posted - 28 Oct 2010 :  13:26:35  Show Profile  Reply with Quote
La democrazia: miglior involucro per il capitale.
In questi anni abbiamo assistito all’aumento progressivo dello sfruttamento della classe operaia. Abbiamo visto riduzioni del poter d’acquisto dei salari, condizioni di lavoro peggiorate, perdita di diritti acquisiti, aumento dell’età pensionabile, crescita della disoccupazione e della precarietà, la scuola pubblica sempre meno vicina ai bisogni degli scolari e degli studenti, la sanità lontana dalle esigenze dei cittadini, la politica dei trasporti aliena alle necessità degli utenti.
In dieci anni abbiamo perso almeno cinquant’anni di diritti e di condizioni di vita.
A questa situazione hanno concorso partiti del governo e dell’opposizione. Ha concorso una politica sindacale succube degl’interessi del “Paese” e non vicina a quelli dei lavoratori. Berlusconi e Bossi avevano promesso il paradiso ed invece ci hanno portato all’inferno.
Il magico federalismo è un’altra truffa, utile solo alle varie frazioni borghesi e foriero di nuove tasse par i lavoratori, gli unici a pagare le imposte fino all’ultimo euro.
I sindacati, come all’inizio degli anni sessanta, sono divisi. La Cisl e Uil, come allora, hanno scelto di fare da stampella alle azioni del governo e del capitale.
Governo, opposizione, Cisl, Uil, che si dichiarano democratici, non accettano che gli accordi vengano votati dai lavoratori per timore di essere sconfitti ed impongono alla stragrande maggioranza accordi utili solo alle imprese ed al profitto.
Questi signori, autodefinitisi democratici, mostrano la vera faccia del sistema, che è una vera dittatura della classe borghese sulla classe operaia.
La libertà, l’uguaglianza, la fratellanza del sistema democratico sono solo parole vuote, buone per riempirsi la bocca!
I mass-media, così pronti nelle campagne quando si tratta di condurre battaglie per gl’interessi della frazione borghese di riferimento, non sprecano una riga o una parola per segnalare le azioni dittatoriali del governo, della Cisl e della Uil con il rifiuto di far votare le piattaforme e gli accordi.
Si riempiono però pagine di giornali ed ore di televisione con le armi di distrazione di massa come la sicurezza, l’immigrazione,il terrorismo,lo sport, il gossip.
Intanto si continua a morire nei luoghi di lavoro ed gl’immigrati sono uniti nello sfruttamento ad ogni lavoratore italiano. Il denaro non ha né colore né razza!
I disoccupati aumentano. I soloni del capitale si dicono preoccupati da questa realtà, dicono che bisogna fare di tutto per invertire la tendenza, intanto le loro azioni vanno in direzione contraria e favorevole all’aumento dello sfruttamento dei lavoratori e del profitto.
Di recente sono uscite alcune ricerche di Fulvio Contorti, capo ufficio studi di Mediobanca ed i risultati per alcuni osservatori economici sono stati “sconvolgenti”.
Nel 2009, anno di grande crisi, le aziende italiane medie e medio-grandi hanno chiuso i bilanci con un attivo di quasi 65 miliardi di euro.
Nel confronto tra imprese italiane, tedesche e spagnole, fatto uguale a 100 il valore aggiunto per dipendente delle aziende tedesche, si ha 87,8 per le italiane e 79,9 per le spagnole. Costo del lavoro tedesco uguale 100, per l’ Italia si ha 80.9, per la Spagna 72,4. Per quanto riguarda il margine operativo netto, fatto uguale 100 in Germania, si ha 118,9 per l’Italia e 123,5 per la Spagna.
Il problema per imprese italiane nasce nel ramo imposte, nonostante le promesse di Berlusconi e Bossi. Una media azienda tedesca paga il 25,8 per cento d’imposte su quello che guadagna, in Spagna il 25,6, in Italia il 48,3.
In questo modo cade un’altra favola del governo Berlusconi. Alcune aziende italiane scelgono paesi come la Slovenia per impiantare le loro produzioni non per i salari bassi, sono più alti, ma per le tasse inferiori, oltre, in molti casi, per finanziamenti governativi, che permettono di avere un costo del lavoro più basso.
Il quadro esposto mostra chiaramente che chi lavora vede crescere miseria e disoccupazione, chi vive di profitto gongola nella maggiore ricchezza.
La democrazia borghese è un inganno ed è il miglior involucro del capitalismo!
C’è bisogno di comunismo e c’è bisogno di battere i nemici che sono in casa nostra per avere l’orgogliosa consapevolezza di aver battuto tutta la vecchia società!
Costruiamo il futuro con le nostre mani!
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athena2010
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Posted - 13 Apr 2011 :  14:26:40  Show Profile  Reply with Quote
“Sulle Ali della libertà” romanzo.
Autore Massimo Calocero


In un pianeta denso di mutamenti economici, sociali e politici, con la Cina sempre più protagonista sulla scena mondiale, si ergono due esseri umani, di diversa età, Jonathan,in Italia e Hao nella terra del dragone, sognatori di libertà, intesa come soddisfazione delle necessità materiali e spirituali, di uguaglianza sociale, di fratellanza e di giustizia.
I loro animi trasudano amore per il genere umano, speranza di un mondo diverso e migliore, sogno per una vita, goduta da ogni persona, in tutto il suo splendore.
Il movimento “Le ali della libertà”, fondato da Hao, si pone come nuova frontiera per il mondo una nuova dimensione sociale con al centro le esigenze degli esseri umani.
La vecchia società, in lotta tra i vari interessi di area geografica, nazionali, particolari, ma unita contro chi vuole superarla, si oppone alle nuove istanze popolari ed usa ogni arma per bloccarle. La storia però non si ferma alle volontà di alcuno e fa il suo corso, basato su nuove realtà già radicate nel contesto economico-sociale, che si affermano con tutta la loro forza.
“Sulle ali della libertà” è uno sguardo al futuro nell’osservazione del presente, partendo dal passato, e prefigura una potenziale tappa storica , forse non lontana.
Jonathan e Hao, sulle ali della libertà, volano in alto, pieni di amore, nel cercare di realizzare il “sogno”, presente in ogni animo umano di una vita serena, tranquilla e felice.

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athena2010
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Posted - 17 Sep 2011 :  17:33:55  Show Profile  Reply with Quote
Solo il comunismo può donare una vita vera!
Gli ultimi dieci anni hanno visto da parte dei governi e dalle aziende un attacco feroce ai diritti, alle condizioni di lavoro ed ai salari dei lavoratori.
La disoccupazione è aumentata, la precarietà è divenuta stabile e costante, le pensioni, finanziate con i contributi di chi lavora, hanno visto una riduzione in percentuale, insieme all’aumento dell’età pensionabile.
Le imprese, nonostante le continue lamentele hanno continuato a sfornare profitti, comprese le banche, artefici della situazione critica del 2008 e finanziate con i soldi degli Stati e quindi nostri.
La crescita mondiale si aggira intorno al 4.2 %.
Dal 2001 al 2011, secondo l’Istat l’inflazione è aumentata del 20%, i salari solo del 13 %.
I lavoratori hanno perso ben il 7 % di potere d’acquisto! Questo nonostante alcuni abbiano promesso il paradiso in terra.
In Italia, sempre secondo l’Istat il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza nazionale, mentre 2.9 milioni di persone vivono in condizione di povertà assoluta e circa 8 milioni di povertà relativa.
Il 90.8 % del reddito complessivamente dichiarato proviene dal mondo del lavoro dipendente, il 5% dai redditi d’impresa ed il 4.2 % dal lavoro autonomo.
In questo scenario triste, a volte tragico per i lavoratori, tra luglio ed agosto il governo Berlusconi-Bossi- Scilipoti ha presentato tre manovre finanziarie, operative tra quest’anno ed il 2014, per un valore di circa 130 milardi di €.
Sono misure che colpiscono essenzialmente il lavoro dipendente pubblico e privato e che attaccano, nell’art. 8 del decreto del 13.08.2011, lo statuto dei lavoratori e l’articolo 18, inserendo la possibilità di licenziare, senza giusta causa o giustificato motivo, con accordi aziendali o territoriali in deroga.
In campo sanitario si realizza l’introduzione del ticket
di 10 euro per le visite specialistiche, in aggiunta al costo in atto, e 25 € per visite al pronto soccorso ritenute di codice bianco.
In campo previdenziale
si programma di portare in modo scaglionato il pensionamento delle donne del settore privato a 65 anni;
si vuole anticipare gli scaloni di pensionamento in atto, ponendosi come obiettivo il pensionamento a 70 anni per gli uomini;
ricordiamo che i parlamentari possono andare in pensione a 50 anni e, pur con una singola legislatura, avere diritto ad una pensione minima di oltre 3000 € nette. Chi ha più legislature può arrivare ad una quota pensionistica di oltre 8000 € nette;
si riduce la rivalutazione delle pensioni in rapporto all’aumento dell’inflazione;
si riduce la platea e la quota delle pensioni di reversibilità,
s’incide fortemente sulle pensioni d’invalidità e sull’indennità di accompagnamento.
In campo assistenziale e fiscale
si prevede una riduzione delle detrazioni fiscali per il reddito sia da lavoro dipendente sia da pensione;
si vuole incidere pesantemente sulle agevolazioni legate al TFR, agli assegni familiari;
s’intende tagliare gli sgravi fiscali sulla prima casa, sulle spese mediche, sulle ristrutturazioni, sulle tasse universitarie ed altri.
Quest’azione ridurrebbe in modo significativo gli stipendi ed il governo metterebbe mani e piedi nelle tasche degl’italiani!
Festività:
la prima stesura prevedeva l’abolizione delle festività laiche, in commissione queste sono state ripristinate, ma verrebbe abolita la festa patronale.

Nel pubblico, oltre al blocco dei contratti di lavoro e delle retribuzioni fino al 2014, alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, s’intende dare la liquidazione al lavoratore dopo 24 mesi dal pensionamento , pur essendo soldi suoi;
s’inaspriscono le regole sulla mobilità, sui trasferimenti, sull’aspettativa.
Si attaccano i servizi pubblici con la volontà di privatizzarli, non dando conto al referendum di giugno, con la volontà di fare profitti e non venire incontro alle esigenze dei cittadini.
L’attacco all’articolo 18 e la volontà di dare all’impresa libertà assoluta, al di là dell’etica, dei diritti e delle leggi mostra la volontà del governo al servizio delle aziende, delle banche, dei ricconi e degli evasori di voler trattare i lavoratori dipendenti come bestie da soma, che quando non servono, possono essere alienate e quindi licenziate.
In Italia l’evasione e l’elusione fiscale supera i 350 milioni di €. La medesima cifra raggiunge il lavoro nero.
Basterebbe che tutti pagassero le base in base al reddito ed il problema del debito pubblico sarebbe risolto, avendo anche parecchi milioni di € per investire e creare opportunità di lavoro.
Invece il governo dei ricconi, delle aziende, delle banche e degli evasori non toglie un euro a queste categorie.
Porta via soldi a chi ha poco e continua a dare a chi ha molto ed usufruisce, nel caso degli evasori, dei servizi dello Stato senza contribuire alle sue spese.
E’ ora che la classe lavoratrice prenda coscienza che in questo sistema conta solo il profitto e che gli esseri umani sono solo pedine per giungere a quella meta!
Bisogna lottare duramente contro l’assedio feroce del governo e dei suoi rappresentati, ma se vogliamo avere una vita e goderla in tutto il suo splendore è necessario costruire una società comunista.



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athena2010
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Posted - 20 Oct 2011 :  15:21:54  Show Profile  Reply with Quote
La democrazia borghese: una trappola per gli sfruttati.
Gli apologeti della democrazia borghese tendono a rappresentare questo sistema economico sociale
come il migliore e come l’ultima frontiera dell’umanità.
Uno dei valori più importanti, secondo loro, è che tutti con il voto contribuiscono alla scelta dei governanti.
La libertà e l’uguaglianza si realizzano dentro le urne!
Una testa, un voto!
Eppure la possibilità d’incidere sulle elezioni varia a seconda del potere economico, finanziario, informativo. Un cittadino qualsiasi non ha la stessa possibilità di coagulare voti come un grande gruppo economico e finanziario, presente nella rete dell’informazione e della formazione del pensiero.
Una testa, un voto è un inganno!
Visto che un Berlusconi qualsiasi rappresenta una testa, ma più voti, grazie alle disponibilità d’incidenza sul pensiero dei cittadini.
Gli ultimi avvenimenti, con i diktat del F.M.I. e della B.C.E., hanno ulteriormente dimostrato l’inganno dell’ideologia democratica.
Questi organismi non sono stati votati dai cittadini, eppure dettano nel dettaglio le politiche economiche dei governi in nome del profitto e per salvare, come già nel 2008, i bilanci delle banche.
I cittadini vedono aumentare la disoccupazione, la perdita di diritti, la riduzione dei salari con l’unico obiettivo di garantire il profitto economico e finanziario con piani di organismi non democratici.
La democrazia borghese è una trappola per gli sfruttati!
Le parole d’ordine di quest’epoca sono libertà, uguaglianza, proprietà. In realtà significano asservimento materiale e spirituale, miseria, sfruttamento.
I dati sulla non soddisfazione dei bisogni primari nel mondo sono tragici. Più aumenta la ricchezza è più cresce la miseria. Più il capitalismo si radica in ogni parte del mondo e più s’incrementa lo sfruttamento.
Nei fatti il capitale ha esaurito il suo compito storico e si avvia a passare la mano!
La parole d’ordine del mondo nuovo sono abolizione delle classi, soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali del genere umano, tutto in comune.
Fin quando vi saranno le classi ogni discorso sulla libertà e sull’uguaglianza è solo un modo per ingannare i lavoratori e difendere gl’interessi della borghesia.
Non basta cambiare governo per cambiare condizione, se alla base vi è sempre il modo di produzione e distribuzione della ricchezza capitalistico.
D’altronde oggi, analizzando le proposte dei governi e delle opposizioni, si nota una concordia sull’aumento dello sfruttamento della classe lavoratrice.
I partiti parlamentari d’altronde rappresentano le varie frazioni borghesi e nessuno di loro si propone per esempio di abolire il precariato, di tornare alle vecchie norme pensionistiche, di aumentare gli stipendi, che negli ultimi dieci anni hanno perso circa il 10% di potere d’acquisto, d’instaurare uno stipendio minimo per i periodi di disoccupazione, come in Francia e Germania.
Le organizzazioni sindacali, collaterali all’azione del governo e della borghesia, con la CGIL che cerca di governare il malcontento, sono complici del peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.
Sono nostre organizzazioni, sono nostre case, ma sono dirette da estranei alle esigenze del mondo del lavoro.
Il tempo della storia sta per metterci di fronte a nuove opportunità per superare il capitalismo, sempre più imputridito e sempre più contro il genere umano.
Dobbiamo essere pronti ed organizzati ad affrontare situazioni dure, ma nello stesso tempo entusiasmanti, per essere parte di una grande Storia.

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athena2010
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Posted - 01 Nov 2011 :  16:01:28  Show Profile  Reply with Quote
La democrazia borghese: una trappola per gli sfruttati.
Gli apologeti della democrazia borghese tendono a rappresentare questo sistema economico sociale
come il migliore e come l’ultima frontiera dell’umanità.
Uno dei valori più importanti, secondo loro, è che tutti con il voto contribuiscono alla scelta dei governanti.
La libertà e l’uguaglianza si realizzano dentro le urne!
Una testa, un voto!
Eppure la possibilità d’incidere sulle elezioni varia a seconda del potere economico, finanziario, informativo. Un cittadino qualsiasi non ha la stessa possibilità di coagulare voti come un grande gruppo economico e finanziario, presente nella rete dell’informazione e della formazione del pensiero.
Una testa, un voto è un inganno!
Visto che un Berlusconi qualsiasi rappresenta una testa, ma più voti, grazie alle disponibilità d’incidenza sul pensiero dei cittadini.
Gli ultimi avvenimenti, con i diktat del F.M.I. e della B.C.E., hanno ulteriormente dimostrato l’inganno dell’ideologia democratica.
Questi organismi non sono stati votati dai cittadini, eppure dettano nel dettaglio le politiche economiche dei governi in nome del profitto e per salvare, come già nel 2008, i bilanci delle banche.
I cittadini vedono aumentare la disoccupazione, la perdita di diritti, la riduzione dei salari con l’unico obiettivo di garantire il profitto economico e finanziario con piani di organismi non democratici.
La democrazia borghese è una trappola per gli sfruttati!
Le parole d’ordine di quest’epoca sono libertà, uguaglianza, proprietà. In realtà significano asservimento materiale e spirituale, miseria, sfruttamento.
I dati sulla non soddisfazione dei bisogni primari nel mondo sono tragici. Più aumenta la ricchezza è più cresce la miseria. Più il capitalismo si radica in ogni parte del mondo e più s’incrementa lo sfruttamento.
Nei fatti il capitale ha esaurito il suo compito storico e si avvia a passare la mano!
La parole d’ordine del mondo nuovo sono abolizione delle classi, soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali del genere umano, tutto in comune.
Fin quando vi saranno le classi ogni discorso sulla libertà e sull’uguaglianza è solo un modo per ingannare i lavoratori e difendere gl’interessi della borghesia.
Non basta cambiare governo per cambiare condizione, se alla base vi è sempre il modo di produzione e distribuzione della ricchezza capitalistico.
D’altronde oggi, analizzando le proposte dei governi e delle opposizioni, si nota una concordia sull’aumento dello sfruttamento della classe lavoratrice.
I partiti parlamentari d’altronde rappresentano le varie frazioni borghesi e nessuno di loro si propone per esempio di abolire il precariato, di tornare alle vecchie norme pensionistiche, di aumentare gli stipendi, che negli ultimi dieci anni hanno perso circa il 10% di potere d’acquisto, d’instaurare uno stipendio minimo per i periodi di disoccupazione, come in Francia e Germania.
Le organizzazioni sindacali, collaterali all’azione del governo e della borghesia, con la CGIL che cerca di governare il malcontento, sono complici del peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.
Sono nostre organizzazioni, sono nostre case, ma sono dirette da estranei alle esigenze del mondo del lavoro.
Il tempo della storia sta per metterci di fronte a nuove opportunità per superare il capitalismo, sempre più imputridito e sempre più contro il genere umano.
Dobbiamo essere pronti ed organizzati ad affrontare situazioni dure, ma nello stesso tempo entusiasmanti, per essere parte di una grande Storia.

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athena2010
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Posted - 26 Nov 2011 :  16:05:00  Show Profile  Reply with Quote
Il futuro è nella lotta per il comunismo!
Il prodotto lordo mondiale aumenterà nel 2011 del 4.2 %, nel 2012 del 3.8 %. Non esiste di conseguenza una crisi mondiale. Vi sono aree che viaggiano a ritmi più sostenuti, per esempio i Paesi del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) ed altre che soffrono margini di crescita non alti, ad esempio l’Europa, con differenziazioni tra Paesi e Paesi, e gli U.S.A.
I veri problemi che si sono posti in questi ultimi anni sono;
1) il divario di valori sempre crescente tra economia e finanza, con quest’ultima sempre meno lo specchio dell’economia reale e creatrice di strumenti finanziari altamente aleatori;
2) la diminuzione della domanda nell’area euro e dollaro.
La prima realtà ha portato al fallimento di alcune banche, in U.S.A. ed in Europa, ed indebolito altre a causa della detenzione di titoli costruiti di aria. Ha significato pure situazioni di criticità per alcune imprese nelle due aree, esposte dal lato finanziario su investimenti “tossici”.
Gli Stati interessati hanno cercato di salvare le banche e le imprese interessate, immettendo nelle loro casse milioni di dollari e milioni di euro.
Questa enorme quantità di denaro è stata prelevata in vari modi, con l’aumento delle tasse e con la riduzione dello Stato sociale, in modo principale, dalle tasche dei cittadini.
L’aumento dell’età pensionabile per gli uomini e le donne, la riduzione della spesa sanitaria, la diminuzione degl’investimenti scolastici, salvo la scuola privata e gl’insegnanti di religione, il minor flusso di denaro dallo Stato alle regioni ed agli enti locali ed altri interventi di questo tipo sono serviti a finanziare le banche e le imprese.
Si aggiungano a queste misure le norme sul mercato del lavoro, penalizzanti in entrata ed uscita, e sul pubblico impiego, incidenti sullo stipendio e sulla sicurezza del posto di lavoro.
Questa realtà globale ha portato ad una situazione di calo della domanda interna in molti Paesi, tra cui l’area U.S.A. e l’Europa, a causa degli stipendi sempre più magri e dell’aumento delle persone non inserite nel mondo del lavoro.
Queste aree, tra cui l’Italia, hanno pensato con i provvedimenti,via via intrarpresi per salvare le banche e le imprese, che l’aumento dell’export, soprattutto verso l’area dei BRIC, avrebbe compensato la debolezza interna nell’accumulazione di profitti.
Questo è avvenuto, ma solo in parte, perché anche le aree asiatiche non viaggiano più ai ritmi di crescita degli anni precedenti, ed ha portato ad una divaricazione del rapporto debito-P.I.L.
Gli ultimi avvenimenti mostrano Paesi in grande difficoltà produttiva e finanziaria, Grecia, Italia,Spagna,Portogallo e la stessa Francia.
La ricetta delle associazioni internazionali e delle banche centrali è sempre la stessa. Far pagare ai cittadini, ai lavoratori ed ai pensionati in particolare, il finanziamento dello Stato, accumulatore per le banche,che in Italia hanno bisogno di 108 miliardi di euro per rifinanziarsi, e le imprese.
Le ultime misure prese in Grecia ed in Italia vanno in quella direzione. Così pure sembrerebbe per il futuro.
Eppure sarebbe molto semplice risolvere il problema se vi fosse la volontà di affrontarlo in modo corretto.
In Italia basterebbe prendere i seguenti provvedimenti per tentare di porsi in una condizione vantaggiosa:
1) lotta all’evasione ed al lavoro nero per recuperare oltre 400 miliardi di euro;
2) lotta alla corruzione, altri 60 miliardi;
3) abolizione del finanziamento a fondo perduto alle imprese, altri 60 miliardi;
4) abolizione degli enti inutili ancora esistenti;
5) netta riduzione dei costi della politica;
6) patrimoniale ai redditi alti del 4% per un contributo di circa 400 miliardi.
Vi sono altre misure da poter prendere, ma credo che queste basterebbero per risolvere la questione del debito italiano senza colpire gli stipendi, il lavoro, la domanda interna.
Anzi ci sarebbero le possibilità di intraprendere una grande azione di opere pubbliche ad iniziare dalla cura del territorio e dei fiumi;
dalla messa in sicurezza delle scuole, quasi tutte fuori norma dal lato della sicurezza;
dalla manutenzione di strade e ferrovie.
Si potrebbero ridurre le tasse sui lavoratori e pensionati e si potrebbero eliminare le tasse sui servizi dello Stato, che paghiamo tre volte, con la tassazione, con i ticket, con il malservizio.
Tutto ciò non viene fatto e per un solo motivo. Bisogna salvaguardare il profitto e la rendita.
Ecco perché questo sistema non potrà mai essere dalla parte di tutti i cittadini ed in specie di chi lavora.
Non riforme ci vogliono, ma nuovo assetto socio-economico!
Solo il comunismo potrà soddisfare il bisogno che abbiamo di libertà dalle necessità materiali e spirituali, di uguaglianza, di fratellanza, di giustizia, perché il comunismo vuol dire “tutto in comune” e mette al centro della produzione e distribuzione l’essere umano, non il profitto.


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athena2010
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Posted - 15 Dec 2011 :  15:39:51  Show Profile  Reply with Quote
I maggiordomi del capitale contro i lavoratori ed i pensionati nella manovra “salva banche”.

Un’altra manovra! Il 4 dicembre è arrivata la manovra “salva banche” del governo dei professori, che tali non si sono rivelati nella loro capacità di continuare l’opera del governo Berlusconi- Bossi.
Con questa azione governativa l’ammontare delle manovre da luglio in poi supera i 200 miliardi di euro, sottratti ai lavoratori ed ai pensionati.
Il nuovo governo gode dell’appoggio del Pdl, del Pd, che sta al governo con Berlusconi ed i fascisti e dice di stare dalla parte dei più deboli, mentre li indebolisce sempre più e ne aumenta la quantità, del Terzo Polo, schierati a difendere gl’interessi del capitale, delle banche e delle corporazioni. La lega è all’opposizione per cercare nuove fantasiose strade al suo fallimento politico ed alla partecipazione attiva nella difesa del capitale e della rendita. L’Idv, che ha votato la fiducia al vescovo Monti, non se la sente di appoggiare l’articolato governativo.
La nuova manovra colpisce pesantemente i lavoratori ed i pensionati e mantiene i privilegi per il capitale. Rimangono nel bilancio statale i miliardi donati a fondo perduto alle imprese, a cui si aggiungono agevolazioni sull’Irap ed un fondo per le piccole e medie imprese. Non viene toccata l’evasione fiscale. Non vi sono norme contro il lavoro nero. Non vi è traccia di patrimoniale. Le liberalizzazioni restano nel libro dei sogni. La riduzione del costo della politica è rinviata alle calende greche. Il governo Monti è la prosecuzione del governo Berlusconi! La differenza, forse, sta nel tacco delle signore, tacco 15 per il governo Berlusconi, tacco 6 per il governo Monti, e nell’assenza ipotetica di “bunga bunga”.
“ I soldi bisogna prenderli dove ci sono. I poveri hanno pochi soldi, ma sono in tanti.”
Diceva Petrolini.
E’ la massima del nuovo esecutivo, in sintonia con i precedenti.
Hanno colpito duramente in questi mesi stipendi, pensioni, posti di lavoro, condizioni di lavoro; la casa, la sanità, la scuola, i trasporti. Lo hanno fatto con il sorriso dicendo, tra l’altro, che era per il bene dei nostri figli, come se un bambino, un ragazzo, vivesse meglio con il padre o la madre disoccupati, in cassa integrazione, con meno soldi in casa; con un’assistenza sanitaria precaria, una scuola inefficiente, con una rete di trasporti carente. Lo hanno fatto dicendo di pensare alla famiglia.
Quale famiglia intendono?
Lo hanno fatto in pieno accordo, al di la delle finzioni di circostanza, i partiti parlamentari ed i sindacati, basta leggere le loro proposte, risibili, nell’audizione alla commissione bilancio della camera per rendersi conto della loro aquiescenza e tenere in conto il modo di organizzare le tre ore di sciopero del giorno 12.12.011. Perché di fronte ad un attacco feroce come quello degli ultimi mesi del governo Berlusconi e del governo Monti non si è bloccato tutto fino al ritiro delle norme varate?
Lo hanno fatto in accordo con la Chiesa, che non viene toccata dall’ Imu, nonostante propagandi la povertà come mezzo per accedere per primi in paradiso.
Nonostante tutto , credo che non abbiano affrontato i nodi del capitale europeo, che si trova ad affrontare un calo di domanda sul mercato e che con le sue politiche non si pone in una realtà diversa e migliore.
Siamo soli! Solo noi!
Dobbiamo prendere coscienza che in questo sistema i lavoratori sono un mezzo per il profitto, sono macchine, bestie da soma, anche se sembra brutto sentirsi in questo modo.
Ma la verità è la verità e non si può nascondere.
O noi riusciamo presto ad organizzare le nostre forze in modo compatto per difenderci nella dimensione attuale, utilizzando anche il nostro strumento sindacato, oggi in mano agli opportunisti ed ai borghesi, e lottare per un mondo nuovo senza classi o altre situazioni peggiori dovremo affrontare!
Il futuro è nelle nostre mani! Non mettiamolo nelle mani dei maggiordomi del capitale!
“ Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò che trovi.”


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athena2010
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Posted - 08 Jan 2012 :  18:34:29  Show Profile  Reply with Quote
Le ideologie della democrazia annullate dall’interesse del mercato.
Ci hanno propinato per decenni l’ideologia della democrazia come sistema economico-sociale in cui l’essere umano realizza se stesso e la sua vita. Nonostante le disparità di esistenza, le disuguaglianze, le ingiustizie, la disoccupazione sempre presente, la schiavitù al profitto, i borghesi, i loro rappresentanti, i pennivendoli, travestiti da oracoli, non hanno mai smesso di magnificare il sistema democratico come la realtà migliore per la realizzazione dell’umanità e dei suoi bisogni.
Mentre assistevamo all’apologia della democrazia e del capitalismo, di pari passo ci veniva presentato il comunismo simile al fascismo, l’altra faccia della medaglia capitalistica. Si portavano e si portano ad esempio l’Unione sovietica, Cuba, la Cina ed altri Paesi. Tutte situazioni dominate dal capitalismo, nella forma statale, che nulla avevano ed hanno da spartire con la dottrina comunista, ma che andavano bene e vanno bene per screditare la scienza della forma economico-sociale che sarà l’ultima tappa dell’umanità.
La dottrina comunista nella sua forma scientifica si è affermata da circa un secolo e mezzo, pur esistendo, poiché è figlia del capitalismo e delle sue contraddizioni, da molto prima nella forma utopista.
Non si è mai concretizzata in alcun Paese. Vi sono stati nella storia innumerevoli tentativi di giungere al superamento del capitalismo. La Comune di Parigi fu un’esperienza grandiosa, ma fu stroncata nel sangue. La rivoluzione d’ottobre in Russia è stata un’esperienza meravigliosa nell’ottica di anticipare la storia, ma la controrivoluzione staliniana, borghese, ne tarpò le ali, insanguinandole con l’uccisione di tanti rivoluzionari.
I mass-media della borghesia camuffano il capitalismo di Stato, ove regnano i rapporti di produzione come nella forma liberale e democratica, con il comunismo.
Dimenticano di dire che comunismo vuol dire abolire i rapporti di produzione, abolire le classi, mettere tutto in comune, la terra, le fabbriche , il lavoro.
“Da ognuno secondo le sua capacità, ad ognuno secondo le sue necessità” è l’obiettivo della nuova società.
Tutte le ideologie sulla democrazia, su una testa un voto, sulla volontà popolare che determina il proprio governo stanno cadendo nell’ultimo periodo. I governi sono insediati dal mercato, ovvero dall’interesse del profitto, vedi Spagna, Grecia, Portogallo, Italia, non dai cittadini. I nuovi governanti, usando il terrore ed i ricatti, colpiscono i lavoratori, i pensionati, i disoccupati nella riduzione del reddito, nell’eliminazione di diritti, nell’accrescere la disoccupazione, nell’aumentare lo sfruttamento. Tutti coloro che sono stati e sono per il profitto, esulando da fantasiose etichette di destra, centro, sinistra, si schierano per il loro dio in terra. I sindacati, guidati da propaggini dei partiti, nonostante sia un nostro strumento basilare nella lotta per la difesa del salario, del lavoro, dei diritti, gridano alla luna, ma nulla in concreto attuano.
I veli stanno cadendo ed il re è nudo. Tutta la sua bruttezza, la sua crudeltà, il suo agire vampiresco appare chiaro a chi ha gli occhi per vedere e le orecchie per sentire.
La democrazia è un inganno!
Il capitalismo è un furto legalizzato!
Da sempre il sistema chiede sacrifici per i figli ed intanto peggiora le condizioni di lavoro e di vita.
Lo sanno bene le generazioni degli anni cinquanta, degli anni sessanta, degli anni settanta, degli anni ottanta e novanta.
I figli sono diventati bisnonni, nonni, padri, ma continuano a sentire la solita litania.
Basta!
Non vogliamo più essere presi in giro, neanche da un gruppo di professori, da sempre inseriti nei gangli del sistema che si comportano come i Fanfani, gli Andreotti, i Spadolini, gli Amato, i D’alema, i Berlusconi, i Prodi.
Il loro obiettivo è estrarre più plusvalore alla classe lavoratrice e lo stanno facendo con cura e disarmante ferocia.
Organizzare la resistenza all’attacco della borghesia e lottare per costruire un futuro comunista è l’unica via d’uscita!
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athena2010
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Posted - 03 Feb 2012 :  15:59:24  Show Profile  Reply with Quote
I “pugilatori a pagamento “ ed i fatti con la testa dura.
Negli anni 90 del secolo scorso si dibatteva molto sullo sblocco del mercato del lavoro in entrata, che, secondo “i pugilatori a pagamento”, economisti, giornalisti, politici, individui del sindacato al servizio del profitto, bloccava lo sviluppo dell’occupazione. Tra la fine di quel decennio e l’inizio del nuovo secolo abbiamo visto l’ufficio di collocamento perdere la sua funzione, crescere innumerevoli agenzie interinali, nuove forme di caporalato, affacciarsi nella legislatura del lavoro nuove tipologie di contratti, nel nome della flessibilità, che certificavano una precarietà diffusa.
Queste novità, unite alla storica realtà di stipendi bassi del capitalismo italiano, miravano, in ultima istanza, a rendere competitive le merci italiane di quei settori maturi, tessile, calzaturiero, che si trovavano a competere con le produzioni dei Paesi in via di sviluppo, non potendo l’Italia concorrere, se non in rari casi, nei settori a più alto contenuto tecnologico, ormai inesistenti nel “bel Paese”.
Con l’affacciarsi del nuovo decennio quella scelta politico-economica, che ottimi risultati ha prodotto per il profitto e misere realtà per i lavoratori, nonostante le roboanti promesse elettorali dei governanti, non dimostra di poter essere efficace per affrontare il futuro del capitalismo italiano.
S’impongono nuove decisioni che portino l’Italia ad essere appetibile negl’investimenti esteri. Il coniglio del governo Monti, degna prosecuzione del gabinetto di Berlusconi-Bossi è rendere facili i licenziamenti, che si uniscono ad una contrattazione aziendale ed a norme di leggi a favore delle imprese.
Il governo, dopo aver allungato l’età pensionabile, ricordiamo che le pensioni sono frutto dei versamenti dei lavoratori e delle aziende e non di regalie dello Stato, vuole in sintesi rendere facili i licenziamenti, ponendo come scusa la volontà di venire incontro alle nuove generazioni. Anche sulle pensioni si è usata questa ideologia, ma basta essere minimamente dotati d’intelligenza per comprendere che non si avvantaggiano i giovani mandando i padri ed i nonni in pensione più tardi, ammesso che ci arrivino, e rendendo più accessibili i licenziamenti.
L’Ocse nei giorni scorsi ha certificato che il grado di licenziabilità in Italia ( indice1.77) è al di sotto della media mondiale (2.11). Nei Paesi in cui è più difficile licenziare vi è la Germania (3.0) e i Paesi del Nord Europa. Nella stessa Cina, con una legge del 2008, i licenziamenti possono avvenire solo se vi è un giustificato motivo e sono vietati se un lavoratore è dipendente da almeno 15 anni nella stessa azienda e gli manchino meno di 5 anni alla pensione.
Il WIRU( World investement report unctad) calcola che gl’investimenti internazionali, nel triennio 2008-2010, siano andati all’Europa per 1138 miliardi di dollari, per 686 agli U.s.a., per 1039 all’intera Asia, Cina ed India comprese.
Degl’investimenti nel vecchio continente solo 18 miliardi sono andati all’Italia, 132 in Francia, 112 in Spagna, 90 in Germania, 228 in Belgio, 208 in UK, 52, in Svezia, 40 in Polonia.
Questi dati dimostrano che non è vero che i capitali vadano dove vi siano poche regole, bassi costi e mercati in espansione.
Chi investe chiede bassa pressione fiscale, certezza del diritto, di non dover sottostare a criteri corruttivi e malavitosi, trasparenza nel rapporto con lo Stato, mercato dei capitali e sistema bancario efficiente. Desidera anche flessibilità nel lavoro, ma non realtà da padroni delle ferriere, proprio di un capitalismo arretrato.
Non dimentichiamo che in Germania, la locomotiva d’Europa, gli stipendi sono il doppio di quelli italiani, gli aumenti contrattuali sono stati sostanziosi, negli ultimi anni le imprese si sono accollati gli eventuali esuberi, c’è il reddito minimo garantito e la legge prevede che il licenziamento senza giusta causa sia illegittimo e debba essere risarcito con il reintegro sul posto di lavoro.
E allora di cosa parla la Fornero? In Italia per le aziende al di sotto dei 15 dipendenti non esiste l’art. 18. Anche in queste realtà si assume per il 70% con contratti precari e non con contratti stabili. Inoltre non risulta che sia cresciuta l’occupazione.
Poter licenziare per poter aumentare l’occupazione è una balla colossale, che solo chi è dotato di pochezza intellettiva può trangugiare. Certo il fatto che in passato altre balle di questo tipo siano state bevute, tipo quella di abolire la scala mobile per difendere il poter d’acquisto dei salari, dimostra che la propaganda de “i pugilatori a pagamento” ottiene risultati.
Rendere facili i licenziamenti serve solo a poter assoggettare ancora di più i lavoratori alla schiavitù del profitto e a fare loro accettare qualsiasi condizione pur di sopravvivere. Il governo Monti, al servizio del profitto, fa solo fumo quando deve toccare altre classi, vedi evasione ed elusione fiscale e contributiva, cuoce l’arrosto colpendo i lavoratori ed i pensionati.
E’ sempre più chiaro per chi voglia prendere coscienza della realtà e non vivere nel mondo dei balocchi che questo sistema non è per l’essere umano, ma contro lo sviluppo spirituale, materiale ed intellettuale del genere umano.
“Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non ne esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo.
Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.”
K- Marx
Il futuro è in una società senza classi!
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athena2010
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Posted - 28 Oct 2012 :  10:21:02  Show Profile  Reply with Quote
Il comunismo: una necessità.
Uno degli argomenti , cementato in vari luoghi comuni, che la borghesia e l’opportunismo portano avanti, è che la realtà economico-sociale è complessa, che non esistono classi, ma il bene comune, che vi sono borghesi “progressisti” e borghesi “reazionari”, i ceti medi, la politica delle alleanze, che la “crisi” attuale si supera insieme, unendo e non dividendo. La società è davvero complicata, ma la complessità dei fenomeni economici e sociali non elimina il nocciolo della questione, che il marxismo ha messo in evidenza e che per la classe operaia era ed è molto semplice: la società è divisa in classi e che gl’interessi sono conflittuali tra chi sfrutta e chi è sfruttato. Non si può essere per il proletariato e per la borghesia. O si è da una parte o dall’altra! Chi propaganda sulle possibilità e necessità di unione tra borghesia e proletariato ha un solo scopo: difendere il profitto ed il capitale.
“I democratici piccolo-borghesi, questi sedicenti socialisti che hanno sostituito alla lotta di classe le loro fantasticherie sull’intesa tra le classi hanno fatto della trasformazione socialista una specie di sogno; non si tratta per essi di abbattere il dominio della classe sfruttatrice, ma di sottomettere pacificamente la maggioranza alla minoranza cosciente dei suoi compiti. Quest’utopia del piccolo borghese, indissolubilmente legata all’ipotesi di uno stato al di sopra delle classi non ha portato ad altro che al tradimento de gl’interessi delle classi lavoratrici.”
Lenin
Lo stato non è un organismo al di sopra delle classi. Lo stato è sorto proprio dall’inconciliabilità degl’interessi delle classi, come strumento di dominio di una classe sull’altra. La democrazia è una forma di potere con il quale la borghesia tiene sottomessi i lavoratori. Il suffragio universale porrebbe, secondo borghesi ed opportunisti, alla pari borghese e proletario. La democrazia delle schede elettorali non tocca il potere reale dei capitalisti, liberi di sfruttare e di condizionare le elezioni con il potere dei mass-media. Le elezioni libere, eguali, democratiche, universali servono ad occultare il fatto che la proprietà dei mezzi di produzione ed il potere politico rimangono nelle mani degli sfruttatori e che quindi è impossibile parlare di vera libertà e di effettiva uguaglianza per la stragrande maggioranza della popolazione. Il vero potere nella democrazia non è nelle urne, ma nelle banche, nei consigli di amministrazione.
“Essi parlano di “maggioranza” pensando che l’uguaglianza delle schede elettorali significhi l’uguaglianza tra lo sfruttato e lo sfruttatore, tra l’operaio ed il capitalista, tra il povero ed il riccone, tra l’affamato e chi ha la pancia piena. Secondo loro i miti, nobili, pacifici capitalisti non impiegherebbero mai la forza della ricchezza, la forza del denaro, la potenza del capitale, il giogo della burocrazia e della dittatura militare, ma risolverebbero effettivamente gli affari secondo “la maggioranza”… In realtà proprio la borghesia è sempre stata ipocrita chiamando democrazia un’uguaglianza formale, mentre di fatto violentava i poveri, i lavoratori, i piccoli contadini, gli operai con infinite forme d’inganno e di oppressione.”
Lenin
I fatti degli ultimi anni sono emblematici. Con la scusa della crisi e dello spread il capitale, violentando anche l’idea di democrazia, il governo dei professori banchieri è esplicativo, ha tolto diritti, ridotto i salari, aumentato le tasse, espulso milioni di persone dai centri produttivi e negato una vita presente e futura a tanti uomini, donne, bambini, anziani. Non si può pensare di condizionare lo stato con il parlamento per il semplice fatto che le decisioni vere vengono prese in altri luoghi. Il parlamento serve solo ad illudere il popolo.
Il marxismo non è solo un metodo di analisi, ma , soprattutto, analisi scientifica della società, esposizione delle leggi dello sviluppo economico e sociale che individuano l’inevitabilità della fine del capitalismo per opera della classe operaia e nello stesso tempo indicazione pratica sulle azioni per portare a termine il compito della costruzione di un mondo nuovo dove ognuno possa respirare liberamente la vera libertà e l’effettiva uguaglianza.
“I signori opportunisti insegnano al popolo, facendo scempio della dottrina di Marx, che il proletariato deve dapprima ottenere la maggioranza per mezzo del suffragio universale, poi ottenere, in forza di tale maggioranza, sulla base delle votazioni, il potere statale… Ma noi, basandoci sulla dottrina di Marx e sull’esperienza della rivoluzione russa diciamo: il proletariato deve dapprima battere la borghesi e conquistare per se stesso il potere e poi adoperare il potere statale come arma della sua classe … Solo i mascalzoni e gli sciocchi possono pensare che il proletariato deve prima conquistare la maggioranza nelle elezioni, fatte sotto il giogo della borghesia, sotto il giogo della schiavitù salariata, e poi il potere. Questo è il colmo dell’ottusità e dell’ipocrisia: è la sostituzione delle votazioni, sotto il vecchio regime, sotto il vecchio potere, alla lotta di classe…”
Lenin
Nonostante la propaganda ideologica borghese cerchi di dire che Marx ed il marxismo siano superati, mentre fior di economisti borghesi ridotti a sibille di Cuma cercano di consigliarsi con Marx per capire qualcosa della situazione odierna, per essi indecifrabile, la dottrina de “Il Moro” si è impossessata di milioni di cuori per il semplice fatto che essa si basa sulle solide fondamenta del sapere umano accumulato nell’ epoca del capitalismo; perché, avendo studiato le leggi dello sviluppo sociale, Marx comprese l’inevitabilità dello sviluppo del capitalismo, che conduce al comunismo, e soprattutto lo dimostrò sulla base di analisi scientifiche.
Il comunismo è la frontiera dell’umanità, ma è anche una necessità per dare senso alla vita del genere umano.
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athena2010
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Posted - 11 Nov 2012 :  18:08:04  Show Profile  Reply with Quote
“Nessuno è più schiavo…
Con “tangentopoli” si disse che finiva la prima repubblica e nasceva la seconda. Essa si basava sul “maggioritario” e sulla personalizzazione del confronto politico. Si accettò la candidatura di Berlusconi, nonostante una legge del 1955 proibisse un ruolo politico per chi fosse in possesso di concessioni pubbliche. Si permise anche il nome del candidato presidente in spregio alle norme costituzionali vigenti. Il capitalismo senza capitali italiano ha appoggiato “il cavaliere”, ritenendolo utile per portare avanti una linea riformista senza riforme, che si è esplicata essenzialmente nell’attaccare le condizioni di vita e di lavoro del mondo lavorativo. Il ruolo della Lega è stato in questi anni, con l’ideologia del federalismo, di supporto all’azione del capitale economico-finanziario nella difesa del profitto e della rendita. La situazione nell’ultimo periodo ha visto emergere sempre più la necessità dell’unificazione economico-politica dell’Europa per poter reggere il confronto con le maggiori potenze del globo. Berlusconi e Bossi non servono più. Deve aprirsi la terza repubblica, che deve vedere sempre più una concentrazione di poteri a livello europeo ed una regionalizzazione delle nazioni appartenenti. Il governo dei professori banchieri rappresenta il commissariamento della politica italiana da parte dell’Europa ed un abbandono delle ideologie precedenti con un rafforzamento dello Stato centrale. Servono nuovi partiti e nuovi rappresentanti. Quello che sta succedendo è la conseguenza dell’obiettivo Europa unita. In questo processo la classe lavoratrice è stata assente, perché non rappresentata da alcun partito parlamentare e da dirigenti sindacali, che hanno utilizzato la nostra organizzazione per portare avanti interessi non nostri a supporto dei partiti parlamentari. Le conseguenze sono state catastrofiche. Riduzione degli stipendi, più disoccupazione, meno diritti, pensioni in punto di morte, qualità del lavoro e della vita peggiorate a livello del primo novecento. Purtroppo anche nel presente la voce di chi lavora e produce è assente. Questo dato porta a subire situazioni ancora peggiori degli anni precedenti. I Renzi, i Grillo, insieme ai Bersani, Casini, Alfano, ed alla dirigenza sindacale, di supporto al capitale senza capitali italiano, non hanno alcuna intenzione di cambiare registro nell’azione dei prossimi anni nei confronti di chi lavora, che dovrà scontare ancora situazioni pessime e vedersi negare il diritto alla vita ed alla serenità nel vivere i loro giorni. Se il futuro che ci prospetta questo sistema è questo, bisogna che ognuno lotti per conquistarsi il futuro! Viviamo in un periodo rappresentato da un’enorme produzione di beni ed una richiesta di questi scarsa, causa la disoccupazione ed i bassi stipendi in primo luogo. E’ un’ anomalia su cui riflettere. In altre epoche storiche si soffriva e si moriva per scarsità di beni. Oggi nel capitalismo si soffre e si muore perché c’è abbondanza di beni. Il problema è quindi nella distribuzione dei prodotti del lavoro, che ha come unico obiettivo di creare profitto e non di soddisfare i bisogni del genere umano. Se la produzione sociale avesse una distribuzione sociale ogni essere umano avrebbe beni oltre le sue necessità! I programmi dei nuovi e vecchi “ciarlatani” della politica e del mondo sindacale non vanno in alcun modo incontro alle esigenze delle persone, ma solo del capitale. Bisogna essere per la vita e non per la morte! Essere per la vita significa innanzitutto lottare per far sì che ogni essere umano soddisfi le sue necessità materiali e spirituali. Chi accetta che milioni di bambini ogni anno muoiano di fame, che miliardi di esseri umani siano sotto alimentati, che alcuni milioni di adulti cedano all’inedia, che miliardi di esseri umani non accedano alle bellezze della conoscenza non è per la vita, è per la morte, non soltanto con l’utilizzo delle guerre. Il capitalismo, i suoi apologeti, i suoi pugilatori a pagamento e gli schiavi con la propria bocca ciarlano solo per ingannare chi lavora e produce, ma nei fatti nulla fanno per la vita, per far assaporare ad ogni essere umano la libertà vera, che non potrà mai esserci senza liberazione dalla schiavitù dei bisogni. Comprendere la verità dell’attuale dimensione sociale come oppressione del genere umano è già iniziare ad essere liberi, perché “Nessuno è più schiavo di chi si crede libero senza esserlo”.
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athena2010
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Posted - 04 Dec 2012 :  13:39:48  Show Profile  Reply with Quote
L’arma del terrore.
L’arma del terrore “Spread” sta dando ottimi frutti al profitto ed alla rendita. In nome di santo “Spread”si riduce l’occupazione, aumenta la disoccupazione; si riducono i salari, aumentano gli orari di lavoro; aumenta l’età pensionabile, si danno più possibilità di licenziare; si rivivono livelli di sfruttamento di un secolo fa , conta il profitto, non la salute dei lavoratori e dei cittadini. I Draghi e Monti fanno finta di piangere per la triste realtà di chi lavora, intanto colpiscono sempre più duramente con la complicità dell’opportunismo e del sindacalismo compiacente. Osano presentare certi provvedimenti come motori per l’occupazione e per un futuro migliore. Abbiamo visto cos’ha voluto dire la “restaurazione” sulle pensioni, sulle regole dei rapporti di lavoro, sul patto per la produttività: peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita per i lavoratori, mantenimento dei privilegi per il profitto e la rendita. In questi giorni si parla tanto delle primarie del centrosinistra, di Bersani, Renzi, Vendola. Si fanno analisi di look di ogni tipo, ma nessuno dice che con questi signori, alla pari con i Berlusconi, Montezemolo, Casini, Fini, Monti, Grillo e compagnia cantante, la classe lavoratrice continuerà a dare il suo “sangue”, in tema di plusvalore, pur di salvare gl’interessi delle classi sfruttatrici. Nel dibattito politico sono presenti solo le esigenze della borghesia e piccola borghesia, quelle del mondo lavorativo sono assenti, non essendoci una forza politica in grado di organizzare le istanze della classe lavoratrice e porle in lotta con quelle delle altre classi. Non si parla di occupazione, di salari, di condizioni di lavoro e di vita, se non per portare ad un livello peggiore la situazione attuale, presentando realtà vecchie di secoli come nuove. I lavoratori, bombardati dai mass-media, vedono obiettivi non loro e si mettono o a trainare carri degli altri o ad assistere supinamente a ciò che accade. E’ il modo migliore per dare campo libero ai pugilatori a pagamento con lingua da schiavi del capitale che vendono fumo ai lavoratori ed arrosto ai loro “principi”. Pur di non svegliare il “gigante” che dorme le pagine dei quotidiani, i telegiornali, i radio giornali, danno più spazio al “pettegolezzaio” politicista interno, poco alla politica estera, poco all’economia se non al “terrorismo” dello spread, nulla alle lotte dei lavoratori in Cina ed in India, che in tanti casi sfidano la morte negli scontri con le forze dell’ordine, comandate a cercare di eliminare ogni forma di protesta. Il “gigante” dorme, ma non in ogni parte del mondo! Nella stessa Europa i lavoratori greci e spagnoli cercano di opporsi alla dittatura dello spread. Tutto ciò accade mentre la produzione mondiale cresce, mentre, per la prima volta nella storia dell’umanità, c’è tanta e tale abbondanza di prodotti da poter soddisfare il doppio della popolazione mondiale. Non mancano i prodotti, si produce troppo! Il capitalismo mostra la sua faccia crudele e riduce alla miseria miliardi di esseri umani pur di salvaguardare il profitto. Nessun governo, nessun uomo politico che non si ponga nell’ottica di eliminare lo scontro tra profitto e salario potrà eliminare questo stato di cose. Se promette un miglior futuro nel capitalismo, sarà un ingannatore; se fa intravedere un sogno, sta preparando un incubo. La realtà non è così complicata come i “pugilatori a pagamento” vogliono darci a bere. E’ semplice! Ci sono due classi : la borghesia o il proletariato. O si sta con l’una o si sta con l’altra. Terze vie non esistono!
Il marxismo viene declinato come superato, morto, non più attuale da ciarlatani che non riescono a fare un’analisi a due giorni .
“Se vi poneste il problema del perché la dottrina di Marx ha potuto impossessarsi di milioni di cuori della classe rivoluzionaria, ricevereste una sola risposta: ciò è successo perché Marx si basava sulle solide fondamenta del sapere umano accumulato nell’epoca del capitalismo; perché, avendo studiato le leggi dello sviluppo sociale, Marx comprese l’inevitabilità dello sviluppo del capitalismo, che conduce al comunismo e, soprattutto, lo dimostrò sulla base dello studio più esatto, più dettagliato e profondo della società capitalistica, mediante la completa assimilazione di tutto ciò che la scienza sino ad allora aveva apportato.”
Lenin
Il marxismo è vivo! Esso è un metodo scientifico di analisi del capitalismo, di tattica e di strategia politica, onde utilizzare le varie fasi del sistema attuale per organizzare il suo superamento in una nuova dimensione sociale.
Il primo passo sulla strada della libertà è prendere coscienza dell’oppressione capitalistica sull’essere umano, costretto a lottare per soddisfare le sue necessità materiali e spirituali senza, succede spesso, riuscirci; spinto alle guerre, comandato a dare la sua opera in luoghi simili a caserme.
Se vogliamo costruire un sogno, esso è nella realtà che stiamo vivendo. La produzione è già sociale. Rendendo anche l’appropriazione sociale, la realtà sarebbe nuova e diversa. Il nodo gordiano da sciogliere è tutto qua. L’unica classe che ha l’interesse di tagliare questo nodo è la classe lavoratrice.
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