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 UN TALE
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oissela
Autore

Italy
1062 Posts

Posted - 19 Apr 2009 :  22:46:42  Show Profile  Reply with Quote
Un Tale

Sputava sangue, sudore ed energia, in quella fabbrica da quattro soldi.
Lo stipendio gli permetteva di sentirsi alla pari degli altri e come gli altri
aveva i suoi bravi problemi, per arrivare a fine mese.
Ultimamente, le spese erano aumentate.
Aveva tirato la cinghia più di una volta e quando possibile si arrangiava con lavoretti.
Pochi spiccioli nei giorni festivi.
Niente sigarette, cappuccini, cornetti o gratta e vinci.
Camminava a testa alta e raccoglieva informazioni sui negozi più economici.
Come si suole dire, casa e lavoro.
Bella famiglia la sua! Una moglie e due figli.

Quel lunedì mattina, che sembrava essere uguale a tutti gli altri lunedì mattina,
le sorprese si sprecarono per i pochi operai, in attesa che si aprissero i cancelli della fabbrica.
Cancelli che rimasero chiusi, per gli operai.
Arrivò la polizia a sirene spiegate e poco dopo un’autoambulanza.
Si vociferava che il titolare fosse scappato all’estero e che la fabbrica era stata chiusa.
Niente di tutto questo.
La verità fu acclarata dal Magistrato di turno.
Il titolare, pieno di debiti, si era semplicemente suicidato, dopo l’ennesimo rifiuto di un
finanziamento, che avrebbe solamente allungato l’agonia della sua società.

Il ritorno a casa non fu dei più facili e l’aggrovigliarsi dei pensieri contribuì a gettarlo
in uno stato confusionale.
Parlò con la moglie e con i due figli, spiegando che si era finiti sul lastrico.
Niente lavoro, niente stipendio.
Come sbarcare il lunario?
Solo il Signore avrebbe potuto aiutarlo, ma non faceva troppo affidamento su questa possibilità.
Venne accusato di essere il solito pessimista e che con le lamentele non avrebbe risolto
nessuno dei problemi che incombevano.
Di tagliare le spese non se ne parlava proprio, visto che erano già ridotte all’osso.

Questo si passava nell’aprile del 2008, periodo in cui il pettirosso si batte, coraggiosamente,
per proteggere il suo territorio.

Girò a vuoto per quindici giorni e scoprì che non aveva diritto nemmeno alla cassa integrazione.
Forse, dopo tre mesi avrebbe avuto un sussidio di cinquecento euro, se ne avesse avuto diritto..
Per la strada, tanti amici che la crisi aveva coinvolto e qualche risatina sulla durezza dei tempi.


A casa, avevano staccato il telefono e la luce elettrica, mentre la moglie e i figli volevano
sempre mangiare, anche la sera.
Imparò a camminare a testa bassa.

Sul ponte Milvio, un gruppetto di curiosi commentava il tuffo di un suicida nel biondo fiume.
“Chissà chi era quel tale?”
“ Da come era vestito, sicuramente un Clandestino”.


.

babs
Autore

Italy
44 Posts

Posted - 20 Apr 2009 :  00:11:10  Show Profile  Reply with Quote
Posso solo dire: bravo! Con il punto esclamativo. Scritto bene, benissimo, capace di emozionare, e di far pensare...
Beh, per quel che vale la mia opinione, mi è davvero piaciuto!
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oissela
Autore

Italy
1062 Posts

Posted - 20 Apr 2009 :  11:05:12  Show Profile  Reply with Quote
Intanto, lasciami dire che la tua opinione è preziosa più di quanto
si possa immaginare.
Hai saputo cogliere l'essenza di questo brano, che è proprio
quella di far pensare sulle tante piccole tragedie, legate alla
perdita del posto di lavoro.
Ti ringrazio per la lettura e per il commento.
Ciao
Oissela
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n/a
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348 Posts

Posted - 20 Apr 2009 :  11:17:51  Show Profile  Reply with Quote
Un paradigma della difficoltà di restare vivi mantenendo la dignità e l'onestà. Che ovviamente non pagano più, come da esempi che ci vengono sbattuti in faccia tutti i giorn.
Inutile parlare di come è scritto il brano, è sempre n piacere leggerti indipendentemente dai temi che tratti.
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n/a
deleted

6865 Posts

Posted - 20 Apr 2009 :  15:23:42  Show Profile  Reply with Quote

La crisi di un Paese è fatta anche di migliaia di storie minime, che per chi li vive minime non sono. Questo tuo mettere 'l'occhio di bue' su una storia, di come potrebbe essere, ci fa conoscere (se ce ne fosse bisogno) una realtà cruda di disperazione.

Mi ritorna in mente l'operaio che stava, con tanti sacrifici, ristrutturando la sua casa. Quando ha avuto la lettera del suo licenziamento, si è suicidato, lasciano la moglie e bimbi piccoli...
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oissela
Autore

Italy
1062 Posts

Posted - 20 Apr 2009 :  18:54:39  Show Profile  Reply with Quote
x Mariovaldo e Nonn@
Spesso, la perdita di lavoro rappresenta un dramma per coloro che
ne sono coinvolti.
GRAZIE PER LA LETTURA E PER IL COMMENTO.
Ciao.
Nonno Alessio
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n/a
deleted

368 Posts

Posted - 21 Apr 2009 :  12:32:14  Show Profile  Reply with Quote
Uno spaccato di quello che ormai ci riserva il mondo, o almeno quel pezzo di mondo in cui ci stiamo dibattendo. Una storia triste, intrisa di malinconico pessimismo per ciò che la crisi, finanziaria prima, industriale adesso, ci sta riservando. Eppure siamo nel 2009, ci siamo lasciati alle spalle momenti peggiori, storie terribili di guerre, barbarie, torture. "Ho visto cose che voi umani nemmeno potete immaginare..." diceva, più o meno, un tizio robotizzato e morente accosciato sul cornicione di un palazzo. Il Vico credeva nei cicli e nei ricicli, chissà, c'è da sperare che chi tira i fili dell'esistenza abbia un vuoto di memoria.
Comunque bravo per quella penna intinta nella piaga e lasciata correre con maestria.
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ggmanca@gmail.com
Autore

Italy
195 Posts

Posted - 21 Apr 2009 :  23:18:34  Show Profile  Reply with Quote
Ho una predilezione particolare per la letteratura che racconta i fatti in modo nudo e crudo e senza edulcorazioni inutili. Mi pare sia anche il tuo orientamento...
Ciao!

quote:
Originally posted by oissela

Un Tale

Sputava sangue, sudore ed energia, in quella fabbrica da quattro soldi.
Lo stipendio gli permetteva di sentirsi alla pari degli altri e come gli altri
aveva i suoi bravi problemi, per arrivare a fine mese.
Ultimamente, le spese erano aumentate.
Aveva tirato la cinghia più di una volta e quando possibile si arrangiava con lavoretti.
Pochi spiccioli nei giorni festivi.
Niente sigarette, cappuccini, cornetti o gratta e vinci.
Camminava a testa alta e raccoglieva informazioni sui negozi più economici.
Come si suole dire, casa e lavoro.
Bella famiglia la sua! Una moglie e due figli.

Quel lunedì mattina, che sembrava essere uguale a tutti gli altri lunedì mattina,
le sorprese si sprecarono per i pochi operai, in attesa che si aprissero i cancelli della fabbrica.
Cancelli che rimasero chiusi, per gli operai.
Arrivò la polizia a sirene spiegate e poco dopo un’autoambulanza.
Si vociferava che il titolare fosse scappato all’estero e che la fabbrica era stata chiusa.
Niente di tutto questo.
La verità fu acclarata dal Magistrato di turno.
Il titolare, pieno di debiti, si era semplicemente suicidato, dopo l’ennesimo rifiuto di un
finanziamento, che avrebbe solamente allungato l’agonia della sua società.

Il ritorno a casa non fu dei più facili e l’aggrovigliarsi dei pensieri contribuì a gettarlo
in uno stato confusionale.
Parlò con la moglie e con i due figli, spiegando che si era finiti sul lastrico.
Niente lavoro, niente stipendio.
Come sbarcare il lunario?
Solo il Signore avrebbe potuto aiutarlo, ma non faceva troppo affidamento su questa possibilità.
Venne accusato di essere il solito pessimista e che con le lamentele non avrebbe risolto
nessuno dei problemi che incombevano.
Di tagliare le spese non se ne parlava proprio, visto che erano già ridotte all’osso.

Questo si passava nell’aprile del 2008, periodo in cui il pettirosso si batte, coraggiosamente,
per proteggere il suo territorio.

Girò a vuoto per quindici giorni e scoprì che non aveva diritto nemmeno alla cassa integrazione.
Forse, dopo tre mesi avrebbe avuto un sussidio di cinquecento euro, se ne avesse avuto diritto..
Per la strada, tanti amici che la crisi aveva coinvolto e qualche risatina sulla durezza dei tempi.


A casa, avevano staccato il telefono e la luce elettrica, mentre la moglie e i figli volevano
sempre mangiare, anche la sera.
Imparò a camminare a testa bassa.

Sul ponte Milvio, un gruppetto di curiosi commentava il tuffo di un suicida nel biondo fiume.
“Chissà chi era quel tale?”
“ Da come era vestito, sicuramente un Clandestino”.


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luce
Autore

Italy
128 Posts

Posted - 23 Apr 2009 :  00:30:31  Show Profile  Reply with Quote
Spaccato di una realtà che è diventata quotidianità, scritto bene, tanto da fare male nelle immagini e nei pensieri.
Sei di una bravura certe volte....
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Gibbì
Autore

Italy
1235 Posts

Posted - 12 May 2009 :  23:27:58  Show Profile  Reply with Quote
L'ho letto adesso sulla scia del riconoscimento di imagine. E ne è valsa la pena, come sempre.
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