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 Hakahito e Akiko
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body and soul
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Italy
478 Posts

Posted - 25 Nov 2018 :  16:34:39  Show Profile  Reply with Quote
Era una mattina piovosa e domenicale di fine novembre. Akahito Mizumi uno studente di filosofia, originario del distretto di Kamikawa, passeggiava per le vie deserte del centro di una Tokyo ancora assonnata. Akahito era di un umore malinconico, la sera prima, la sua ragazza Hisako Suzuki, senza un apparente motivo, l'aveva lasciato improvvisamente, dopo una serata divertente al karaoke. Akahito non riusciva a spiegarsi il perché.di quella fulminea decisione. Rimuginava sui possibili motivi ma non riusciva a trovare una spiegazione plausibile. Akahito era davvero triste. Amava Hisako e la loro storia era iniziata tre anni prima durante una vacanza estiva nell'arcipelago di Hokinawa, dove si erano conosciuti. Tokyo era così bella e struggente quando era deserta e piovosa. Il posto che Akahito amava di più di quella megalopoli era il lungo Sumida, il fiume che la bagnava. Continuava a passeggiare e a rovistare i suoi pensieri quando passeggiando sul greto di quel fiume immenso dove la città sembrava ancora più immensa vide una ragazza seduta su una panchina. La ragazza stava osservando avidamente il suo cellulare, sembrava completamente estraniata dalla realtà circostante, ma quando Akahito le passò accanto, quella ragazza alzò lo sguardo e incontrò lo sguardo di Akahito. Quello sguardo durò a lungo, molto a lungo secondo gli standard giapponesi, per Akahito sembrò addirittura un'eternità. Quella ragazza gli sorrise. Era un sorriso spontaneo e leggero come le nuvole che li sovrastavano. Akahito rispose a quel sorriso luminoso con un sorriso goffo e impacciato, ma gli venne naturale sedersi accanto a lei. Akahito si meravigliò di se stesso, della sua audacia, lui che era così timido e introverso. Passarono degli istanti infiniti, era come se in quel momento il corso del tempo avesse rallentato mostruosamente il suo fluire naturale. Stavano l'uno accanto all'altra in silenzio. Indirizzarono i loro sguardi verso il fiume. Fissavano il fiume maestoso Sumida davanti ai loro occhi come se fosse il palcoscenico di un grande teatro. Avevano entrambi un sorriso ebete sulle loro bocche. Dopo quegli istanti infiniti passati a guardare verso il fiume, girarono all'unisono le loro teste e incrociarono di nuovo i loro sguardi. "Come ti chiami?" domandò Akahito. "Mi chiamo Akiko, Akiko Tanata e tu?". "Mi chiamo Akahito Mizumi". passarono altri interminabili attimi. "Da dove vieni Akiko?" . Nel mentre una voce, poco lontano, esclamò:" Andiamo Akiko, si è fatto tardi, ci stanno a aspettando al porto". Era la voce di un ragazzo poco distante in compagnia di un altro ragazzo. Akahito rimase sorpreso di quella voce. Akiko si alzò di scatto e mentre andava via gli disse."Sono a Tokyo per l'università. Ciao Akahito". "Anch'io vado all'università. Allora speriamo di incontraci di nuovo Akiko." Mentre si allontanava riuscì a udire solo le sue ultime parole "Lasciamo decidere il destino Akahito". Si salutarono con un cenno della mano. Akaihito non immaginava quale sarebbe stata la decisione del destino ma sicuramente il cielo plumbeo di quella mattina domenicale di Tokyo gli sembrava il cielo più bello del mondo,
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