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 18a.Romanzo:"Signor Commissario"
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malide
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Italy
159 Posts

Posted - 18 Nov 2006 :  11:17:41  Show Profile  Reply with Quote

Signor Commissario
di Malide





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Che strana serata…ho sempre pensato che una volta che fossi andato in pensione…in realtà non ho mai pensato realmente a cosa avrei fatto, era una specie di desiderio-non desiderio, qualcosa che sapevo sarebbe avvenuta ma fra tanto, a volte troppo tempo.
L’unica cosa di cui ero sicuro era che avrei scritto, LE MIE MEMORIE naturalmente, vista l’infinita umanità che avevo conosciuto in tanti anni di servizio in un commissariato.
Quante confessioni…pietose, ridicole, irritanti, quante vittime che si trasformavano in carnefici, quante vite senza storia che avevano un lampo di riscatto nell’omicidio… stasera, nella nebbia che sale dal fiume, mi sembra di vedere dei volti, udire delle voci, come se vecchi, conosciuti fantasmi mi circondassero e mi dicessero…ricorda…




io non m’impiccio

Signor commissario, mi creda, io non me lo spiego proprio.
Un pazzo, ecco, soltanto un pazzo…e tutto quel dire che io…che io. E’ assurdo…si, ho capito, ora le spiego tutto bene, proprio bene. Dunque, nel quartiere mi conoscono tutti, io sono una che si fa i fatti suoi, non solo non m’impiccio, ma, se per caso, soltanto per caso, vengo a sapere qualcosa, una tomba sono, non mi tirano fuori una parola neanche…ho capito, ho capito, ma io riesco a spiegarmi male, signor commissario, deve avere pazienza.
Allora, quando sono venuti questi due ad abitare proprio di fronte a me, sullo stesso pianerottolo, misono piaciuti subito, mi hanno fatto anche tanta tenerezza, capisce, commissario, una coppia giovane e tanto, tanto innamorata. Eh, si vedeva, si vedeva che si volevano bene, sempre a tubare come due colombi, anche quando lui le chiedeva qualcosa era sempre “per favore…amore, tesoro” e lei rispondeva tanto carina, affettuosa…come lo so?
Lo so e basta, queste case hanno i muri di carta, si sente tutto, mica penserà che io…commissario, mi meraviglio, io mi faccio i fatti miei, lo sanno tutti. Certo, con le finestre aperte, quando stendo i panni sul terrazzino, non solo sento, ma vedo e vedevo, commissario, vedevo…baci abbracci, proprio una cosa da far stare bene.
Eh, anche io, quando era vivo il buonanima…ero carina, sa, mica come ora, vecchia e grassa, ero carina e mio marito…si va bene, vado avanti. Che vuole, commissario, all’età mia i ricordi ti saltano addosso quando meno te lo aspetti e ti fanno un male…un male…va bene, facevano l’amore giorno e notte, commissario e con certe parole, certe espressioni…ah, no, commissario, non mi chieda di ripeterle, non posso, proprio non posso, ecco, forse qualcuna…no? Non le interessa? Neanche a me, figurarsi. Dunque, quando lui usciva per andare a lavorare io la vedevo girare per casa, una casetta piccola, sa, ma tanto carina, oddio, lei non è che fosse un granché con le pulizie o con la cucina, ma si dava da fare e cantava, cantava tanto. Era un piacere sentirla e guardarla, insomma, guardarla, quando stendevo i panni, commissario, quando stendevo i panni o annaffiavo le piante. Per carità, mica penserà che la spiassi, io non m’impiccio, commissario, io mi faccio i fatti miei. Dunque, a un certo punto cominciò a venire in casa un uomo, sempre di mattina, subito dopo che lui era uscito, lei gli offriva un caffè e poi…chiudeva la finestra, commissario, chiudeva la finestra. Dico io, se uno non ha niente da nascondere, che motivo c’è di chiudersi dentro? E mi dava certe occhiate…che era anche un po’ spocchiosa, come dire, non dava e non voleva confidenza. Io mi ricordo che i primi tempi, sa, per un discorso di buon vicinato, commissario, io spesso bussavo e portavo, che so, un po’ di torta fatta in casa, che ne faccio una con le mele e l’uvetta che…sì ho capito, commissario, vado avanti, dunque o la torta o dei biscotti, beh, lei mai, mai che mi dicesse di entrare che so, mi offrisse un caffè, mai, prendeva il piatto sulla porta e…arrivederci; lui no, lui mi faceva un gran sorriso, come a scusarsi e poi era sempre il primo che salutava, sa commissario, proprio gentile…sì, ho capito, ora le dico. Dunque, io pensavo che quel giovanotto che andava a trovarla fosse un parente, che so, un cugino magari, perché non si somigliavano, eh no, proprio per niente, ero contenta che ci fosse qualcuno che andava a farle compagnia, poverina, sempre sola, una ragazza così giovane, perciò lei capisce, commissario, con quale ingenuità…sì, perché io sono proprio un’ingenua, ancora alla mia età, potrei raccontarle…ho capito, ho capito, non lo farò, dunque, fu soltanto per ingenuità, in assoluta buona fede che lo dissi al marito una volta che, per caso, proprio per caso, lo incontrai sulle scale. Come che gli dissi…ecco, proprio niente, soltanto quello che ho detto a lei, che ero contenta che quella poverina non stesse più sempre sola, che sembrava anche più bella ora che aveva compagnia, tutto qui, neanche una parola in più, non mi sembra…no, commissario? Quel giorno ci fu una brutta discussione e lei usò anche delle parole nei miei confronti…non gliele dico, commissario, mi vergogno…che poi lo sanno tutti, tutti che io non m’impiccio mai dei fatti degli altri, figurarsi, non sono mica una pettegola io, sa, anzi…
Per tre giorni non si è visto nessuno, poi quell’uomo è ritornato, ma io sono stata zitta, mica gli ho detto niente al marito, ecco, soltanto una volta mi è sembrato carino dirgli che ero molto contenta che le cose erano tornate a posto e che lui era certamente molto comprensivo e lei, la povera signora, era di nuovo tutta allegra e sorridente, mi sembra di essere stata gentile, no?
Che mi potevo immaginare che il giorno dopo lui avrebbe fatto finta di andare a lavorare e sarebbe tornato mentre c’era quell’uomo e…e avrebbe fatto tutto quel macello? Mi dica lei commissario, me lo potevo immaginare? C’è stata una lite furiosa, gridavano tutti come pazzi, lui, l’altro uomo urlava in una lingua strana, anche straniero se l’era preso, capisce, straniero, non proprio nero, no, ma straniero, signor commissario, che lo saprei io che cosa fare a questi che vengono, si prendono il nostro lavoro le nostre…sì. Ho capito, ho capito, ma, mi creda, commissario, tutti i guai si creano quando ci sono di mezzo questi…questi estra…estra…insomma questi che non sono dei nostri, che poi perché non stanno a casa loro…insomma gridavano come pazzi, le dicevo, poi, all’improvviso un gran silenzio, ma di quei silenzi che fanno paura, quelli che ti dicono che è successo qualcosa…e diamine se era successa…li aveva sgozzati, tutti e due, con un coltellaccio da arrosti, che poi quella quando lo faceva l’arrosto, mi piacerebbe sapere…vabbè, comunque è arrivata gente, poi la polizia, cioè voi, poi ecco, poi, mentre stavamo tutti lì, che voi avete controllato i documenti di quello…quello…quell’altro insomma lui, il marito, l’avete visto tutti, no, mi è saltato addosso che se non c’eravate voi…una furia scatenata era, una furia. Ma, dico io, come lo potevo sapere che quello era un insegnante di inglese che dava ripetizioni alla signora che lei gli voleva anche fare una sorpresa al marito, come potevo saperlo, no, commissario, dica lei, come potevo…



due cose sbagliate non ne fanno una giusta



Edited by - memius on 12 Dec 2006 19:49:50

n/a
deleted

6865 Posts

Posted - 18 Nov 2006 :  14:28:03  Show Profile  Reply with Quote

Hahahaha!!! Bello bello questo racconto! Ti seguirò passo
passo, hai uno stile di scrivere molto 'gustoso'

La donna ha l'età del cuore ~ l'uomo quello del giudizio...


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