Print Page | Close Window

RACCONTO DEL MESE-APRILE

Printed from: REDAZIONE DI MILLESTORIE
Topic URL: http://www.millestorie.it/riservato/forumredazione/topic.asp?TOPIC_ID=1183
Printed on: 16 August 2017

Topic:


Topic author: imagine
Subject: RACCONTO DEL MESE-APRILE
Posted on: 01 September 2008 00:14:44
Message:

-UN TALE- di OISSELA






Pochissimi autori di racconti hanno il dono di saper condensare nella lunghezza di una cartella di Word una storia completa. Un inizio e una fine, legati, se così si può dire, dallo svolgersi nudo e crudo di una vita. Parole scarne e narrazione essenziale, eppure il carico emozionale in chi legge non è penalizzato da questa scarsità di informazioni, anzi!

Forse è anche per questo motivo che ritengo OISSELA un ottimo autore del quotidiano, piccole storie di ordinaria umanità, ma che raccolgono interesse, e, soprattutto coinvolgimento emotivo. E il lettore sempre si sofferma a rileggere, e a pensare sul significato e il valore di una piccola storia.



Lo stipendio gli permetteva di sentirsi alla pari degli altri e come gli altri



Il lavoro, così come la guerra, la fame e la miseria, è uno degli argomenti ricorrenti nei racconti di OISSELA, ed egli, da uomo saggio, conosce il modo più semplice per riuscire a ritrasformarlo in occasione di riflessione. E tutto ciò con le parole, con un raccontare secco e fondamentale, tralasciando le troppe descrizioni di cui abbondiamo noi autori.

E la storia scorre via facile, e sempre chi ha letto è consapevole d’essere stato coinvolto in un racconto che non è racconto puro e semplice, ma è la STORIA di un singolo, di tanti troppi singoli. Una catena di umanità insomma, che ci rappresenta con le problematiche giornaliere e le varie situazioni, situazioni di disagio ma non per questo meno significative.



Venne accusato di essere il solito pessimista e che con le lamentele non avrebbe risolto
nessuno dei problemi che incombevano.
Di tagliare le spese non se ne parlava proprio, visto che erano già ridotte all’osso.




Storia semplice e complessa al medesimo tempo: un TALE perde il lavoro, e con esso anche il diritto di sentirsi utile per se stesso e per la propria famiglia. Tutto il microcosmo quotidiano di una persona viene messo in discussione da un avvenimento, purtroppo sempre più comune, e la perdita del lavoro diviene così motivo tragico di un rifiuto della vita.

E la responsabilità della famiglia aggrava ancora di più la situazione nella quale il TALE si viene a trovare. L’unica soluzione che egli ricerca, dopo un girovagare inutile per uffici ed enti assistenziali, è la sola possibile e definitiva.
Dramma nel dramma sì, ma il futuro è solo nero: moglie e figli non bastano a colmare un disagio, l’impossibilità a mantenerli diviene il suo totale fallimento come uomo e come padre. Col lavoro egli ha perso qualsiasi diritto alla dignità di essere vivo e sentirsi parte di una società fondata sul lavoro… PUNTO!



Imparò a camminare a testa bassa.



Sintesi pessimista ma, ahimè, ricorrente in quel pezzo di mondo in cui ci stiamo dibattendo. E, come dice SERBO in uno dei commenti, siamo nel 2009, ci siamo lasciati alle spalle momenti peggiori. Eppure il finale della storia col parapetto di ponte Milvio come scena, è la definitiva soluzione ai mille problemi di un povero cristo. E non c’è bisogno oggigiorno di avere l’aspetto di un extracomunitario per essere tale, per sentirsi tale!



Sul ponte Milvio, un gruppetto di curiosi commentava il tuffo di un suicida nel biondo fiume.
“Chissà chi era quel tale?”
“ Da come era vestito, sicuramente un Clandestino”.




Come sempre accade nei racconti di OISSELA, il sociale diventa realtà, amara realtà di cui parlare , e, a ben pensarci, pure i piccoli racconti come questo servono ad analizzare una situazione di disagio attuale.

Un futuro velato di pessimismo che, aldilà del progresso tecnologico, ci sta coinvolgendo con parecchie problematiche, e la mancanza di lavoro è la base da cui possono nascere altre insicurezze più o meno accentuate, sia nei giovani che stentano a trovarne uno, sia nelle persone mature che restandone senza si ritrovano privati della sicurezza lavorativa.

E l’amaro in bocca rimane dopo la lettura di questo racconto NORMALE, ma normale in questo caso non vuol dire banale, e OISSELA in questo senso è rappresentativo di un buon racconto che dice molto più delle parole usate.





link del racconto completo: http://www.millestorie.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=22850



REDAZIONE DI MILLESTORIE : http://www.millestorie.it/riservato/forumredazione/

© Millestorie

Close Window